Quella volta che gli “autonomi” contestarono pesantemente Fabrizio De André

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Fabrizio De André
Foto di Reinhold Kohl

Sicuramente è una coincidenza assolutamente casuale, ma è curioso notare che proprio oggi, il giorno in cui il film Fabrizio De André – Principe libero arriva al cinema – è l’anniversario di uno dei momenti peggiori della sua straordinaria carriera artistica: il 23 gennaio 1979 Faber fu pesantemente contestato dagli autonomi durante un concerto al Palaeur di Roma… Ebbene sì: in quel periodo succedeva anche che un gruppetto di “contestatori” gridassero “venduto” a uno come Fabrizio De André!
Tra l’altro quell’episodio è brevemente citato in Principe libero. Era uno degli ultimi show del famoso tour che fece con la Premiata Forneria Marconi. I primi fischi arrivarono mentre stava cantando Il testamento di Tito. Ecco il documento sonoro originale:

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Poco dopo la contestazione riparte. Allora De André dice: «Non è il caso di fare delle dicotomie. Vi dico la verità, ci ho pensato bene, è da parecchio che ci penso, e credo che non ci siano idee buone e idee cattive, fatti umani buoni, fatti umani cattivi. Ci sono dei fatti umani che dalla maggioranza vengono definiti buoni e fatti umani che da una minoranza vengono definiti cattivi. Io credo che se loro hanno voglia di fare casino è giusto che lo facciano…». Poi inizio a cantare Amico fragile (ma in sottofondo si sentono sempre urla e fischi). Ecco il documento sonoro:

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Ma la cosa non finisce qui. Dopo una parte del pubblico comincia a gridargli «venduto, venduto!» e mentre Faber prova a cantare Rimini, partono cori di «scemi, scemi!», probabilmente non rivolti a lui ma ai contestatori. Comunque urla e fischi, mescolati ad applausi, diventano sempre più forti.

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Ad un certo punto si sente una voce che invita il pubblico a rimanere seduto, subito dopo prende la parola Franz Di Cioccio.

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«Senza perdere la calma» racconta Dori Gezzi, «Fabrizio cercò di sedare il tumulto che stava per scatenarsi tra chi tra chi lo voleva ascoltare e chi contestava, arrivando a prendere quasi le difese di questi ultimi, dicendo che se volevano fare casino, in fondo era anche giusto che lo facessero. E continuò a cantare».
Ecco le parole che disse Faber: «Va bene! Se avete qualcosa da dire è inutile che lo diciate in 300 dalle gradinate… un gruppo di voi venga qui sopra, parli, e poi per cortesia se ne torni seduto, o se vuole se ne vada se la cosa non interessa. L’importante è rispettare tutti gli altri… quelli che hanno pagato un biglietto per sentire il concerto… e non per sentirvi strillare…».
Dopo il concerto, Fabrizio De André, Franz Di Cioccio e Lucio “Violino” Fabbri parlarono di quanto successo al Palaeur a Radio Civitavecchia. Ecco la registrazione integrale di quella lunga chiacchierata: dicono cose molto interessanti, non solo relativamente alla contestazione. In ogni caso è uno straordinario documento su come si “usava” la radio in quegli anni.

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Massimo Poggini
Massimo Poggini è un giornalista musicale di lungo corso: nella seconda metà degli anni ’70 scriveva su Ciao 2001. Poi, dopo aver collaborato con diversi quotidiani e periodici, ha lavorato per 28 anni a Max, intervistando tutti i più importanti musicisti italiani e numerose star internazionali. Ha scritto i best seller Vasco Rossi, una vita spericolata e Liga. La biografia; oltre a I nostri anni senza fiato (biografia ufficiale dei Pooh), Questa sera rock’n’roll (con Maurizio Solieri), Notti piene di stelle (con Fausto Leali) e Testa di basso (con Saturnino) e "Lorenzo. Il cielo sopra gli stadi". Ultimo libro uscito: "Massimo Riva vive!", scritto con Claudia Riva.

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