L’ora più buia

Winston Churchill porta il parlamento inglese alla guerra contro Hitler. In metrò

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L’ora più buia
di Joe Wright
con Gary Oldman, Kristin Scott Thomas, Lily James, Stephen Dillane, Ronald Pickup
Voto 8

Sarò sincero: la scena che mi ha commosso in L’ora più buia è anche quella che mi fa arrabbiare. Probabilmente è simbolica: Winston Churchill, nel momento in cui l’Inghilterra è davvero sola contro la Germania nazista, prende per la prima volta nella sua vita la metropolitana e parla al popolo nello scompartimento prima di scendere a Westminster. Un po’ come facevano i re di Shakespeare che prima di entrare in battaglia si mischiavano alla truppa. E chiede al popolo se se la sente di combattere invece di fare un’allenza da schiavi con Hitler. Parla a una bimba e declama versi di Macaulay: un ragazzo nero glieli continua. Volevo piangere e andare anch’io a darle ai nazi. E questo mi ha fatto pensare al dispositivo retorico. E mi ha fatto sospettare. E ha sospettato anche Owen Gleiberman di Variety che ha scritto qualcosa di simile sul rapporto tra la testa che diceva “no” e il cuore che diceva “sì”, e che ha trovato la scena “un remake di My Beautiful Laundrette fatto dal fantasma di David Lean”. Anzi, “So False, so Winning, so Slam Dunk Oscar: così falsa, così vincente, così straccia Oscar”, che per l’Oscar basterebbe… Per il resto è un eccellente film con un Gary Oldman così truccato da Churchill e ripreso in rifugi antiaerei o in ambienti politici così senza luce (in fondo è l’ora più buia…) che se non sei bravo a recitare bofonchiando ti confondono col muro. È bravo. È tanto bravo Gary Oldman. Tifavo per lui. La storia è sempre quella: il governo conservatore mette Churchill al posto di Chamberlain credendo di dirigerlo dall’esterno fino a farlo sostituire con lord Halifax, favorevole a chiedere mercé ai nazi. Churchill combatte contro tutti e vede lungo: coi nazi non si tratta. In quel momento era l’unico, tra quelli che potevano ancora farlo, a vedere lungo. Da vedere, comunque la pensiate, per capire l’altra metà di Dunkirk.

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