Roger Waters fa pace con Emilio Isgrò: non era plagio

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Copertina dell'album di Roger Waters

“Tutto bene quel che finisce bene”, ma si potrebbe dire anche “Come volevasi dimostrare” e “Tanto rumore per nulla”.
Quello che è certo è che da questa vicenda di plagio-non plagio tra Roger Waters ed Emilio Isgrò ne è sicuramente scaturita una pubblicità gratuita per entrambi (ci sentiamo di dire più per il secondo).
Ripercorriamo i fatti: a giugno esce il nuovo album di Roger Waters, dal titolo Is this the life we really want? (ve lo consigliamo, e ve lo raccontiamo nella nostra recensione con analisi dei testi), e viene subito tacciato di plagio perchè la copertina dell’album sembra troppo simile alle famose opere di Emilio Isgrò effettuate con la tecnica delle cancellature. Da qui ne nasce una causa che inizialmente vede il blocco alle vendite dell’album dell’ex bassista dei Pink Floyd, con dibattiti su chi ha copiato chi (perchè se Roger Waters ha copiato Emilio Isgrò allora Isgrò ha copiato Man Ray) e la successiva riautorizzazione alla vendita del disco.
Da qui in poi si erano perse le tracce della causa, ed era evidente che il motivo era una trattativa in corso tra le parti.

E’ notizia di ieri il sopraggiunto accordo, come recita un comunicato diffuso da Sony Music: “Emilio Isgrò ha inequivocabilmente rinunciato alla sua azione relativa alla violazione del copyright nei confronti di Roger Waters, delle cui opere è grande fan e ammiratore. Isgrò riconosce con piacere che la buona fede di Waters non è in discussione e il fatto che, come da Waters stesso dichiarato, questo materiale grafico è stato sviluppato da lui stesso e dai suoi creativi collaboratori, in modo indipendente dall’opera di Isgrò. Roger Waters ha avuto, a sua volta, attraverso questa vicenda, l’opportunità di venire a conoscenza del grande artista italiano e delle sue opere, considerato nella cerchia dei critici come uno dei più importanti rappresentanti dell’arte contemporanea italiana e creatore della ‘cancellatura’”.

Roger Waters ha dichiarato: “Con la copertina di ‘Is This The Life We Really Want?’ parlo della censura, una cosa che, da allora, ho scoperto di avere in comune con le opere di Emilio Isgrò”.

“Questi grandi artisti –proegue la nota della Sony – sono lieti di avere l’opportunità, quali artisti contemporanei in campi diversi, di unirsi e sottolineare l’ingiustizia sociale nonché i pericoli della censura attraverso i mezzi della musica e dell’arte contemporanea”.

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