Bungaro: «Con la Vanoni e Pacifico per imparare ad amarsi, a lasciarsi e a perdonare»

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Bungaro

Sul palco del Teatro Ariston ci sarà anche spazio per un trio: sono Ornella Vanoni, Bungaro e Pacifico, che a Sanremo canteranno Imparare ad amarsi, canzone sulla (non passiva) accettazione di quello che ci regala la vita. «Quando ho scritto questo pezzo, l’ho portato a Claudio Baglioni, a cui è piaciuto subito», ci spiega Tony Bungaro. «Mi è stato proposto di condividerlo con una grande artista italiana, ma senza dirmi di chi si trattasse. Io ho scritto per moltissime cantanti: Fiorella Mannoia, Malika Ayane, Emma, Giusy Ferreri e Ornella Vanoni, appunto. Quando mi è stato fatto il nome della Vanoni, ho accettato subito. Le ho fatto sentire il brano, le è piaciuto moltissimo e, insieme, abbiamo deciso di coinvolgere Gino Pacifico, artista che stimo e con cui ho collaborato più volte. Ha rifinito il pezzo in maniera meravigliosa, quindi Ornella è entrata in studio e l’ha cantato. L’idea di salire tutti e tre sul palco dell’Ariston è stata di Baglioni e Mario Lavezzi». Imparare ad amarsi è un messaggio che può suonare come un insegnamento per i più giovani: «In realtà è un invito rivolto a chiunque. Bisogna imparare ad amare se stessi in maniera costruttiva, perché solo così si potrà amare gli altri. Però bisogna anche imparare a lasciarsi quando è finita. E poi bisogna imparare a perdonarsi, che è una cosa bellissima, perché non siamo perfetti. Per vivere serenamente è importante apprezzare quello che abbiamo: abbiamo tutto, ma non ce ne accorgiamo. Continuiamo a muoverci frettolosamente e non riusciamo a goderci le cose che ci succedono. Non ci godiamo neanche il “dolore” che, se trasformato in maniera costruttiva, è un privilegio: costruzione di se stessi e passo verso il prossimo». Insieme alla Vanoni, Bungaro e Pacifico, nella serata dei duetti, ci sarà Alessandro Preziosi, per “interrompere” (almeno parzialmente) la linea di tre musicisti: «È stata una proposta di Ornella, che abbiamo subito accolto. Alessandro è un bravissimo attore e, durante le prove, abbiamo scoperto che canta pure bene: è “dentro” la canzone. La scelta di Ornella è stata d’istinto e credo che sia stata corretta: eravamo troppi musicisti su quel palco!». Una scelta che fa lievitare ulteriormente l’attesa che si è creata intorno alla canzone: «Non ci pensiamo: andiamo a Sanremo solo per goderci questa esperienza. Non ci sono strategie dietro la nostra partecipazione, ma solo tanta naturalezza e la voglia di presentare una bella canzone. Tra noi tre c’è grande complicità. Inoltre, insieme a noi ci saranno anche Cesare Chiodo (al basso) e Antonio Fresa (direttore d’orchestra), con cui ho scritto la musica della canzone. Certo, proporremo un pezzo emotivamente importante e, per Ornella, tornare su quel palco a vent’anni dalla sua ultima partecipazione sarà molto emozionante. Ma noi pensiamo soprattutto a stare bene. E poi ci sarà sicuramente quel tocco di imprevedibilità, da cui può nascere solo bellezza». Con un trio simile, mix di qualità ed esperienza, è lecito puntare in alto: «Non ne abbiamo mai parlato. Questo sarà il mio quarto Sanremo da cantante, il nono se si contano anche il mio essere autore e produttore. Ho cantato quattro volte e per quattro volte ho vinto il Premio della Critica e un premio per la miglior canzone. Se dovesse succedere anche quest’anno sarei felicissimo. Ma per il momento pensiamo solo a regalare al pubblico una bella canzone».

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