Diodato: «Il mio pezzo contro i social? Ma no, però ricominciamo a vivere!»

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Sarà il Sanremo dei gruppi: dei gruppi che si ritrovano e dei gruppi che si sciolgano. E poi il Sanremo dei terzetti e dei duetti. Tra questi, Diodato e Roy Paci, che sul palco dell’Ariston canteranno Adesso: vero inno alla vita, al godersi la contemporaneità (e invito, ogni tanto, a spegnere il cellulare).

È bizzarro che un testo del genere esca dalla penna di un ragazzo così giovane…
Diodato: L’ho scritto in un periodo della mia vita in cui mi facevo un mucchio domande. Era a causa delle mie insicurezze e della paura del tempo che passa. Una sera sono tornato a casa. Ero sul portone, quando mi sono accorto che avevo camminato per chilometri senza mai spostare gli occhi dal cellulare. Sembrerà retorico, ma ho alzato gli occhi e nel cielo c’era una luna enorme, bellissima. Sono corso a casa e, in una notte, ho scritto la canzone.

Contro i social?
Diodato: No. È che viviamo in una contemporaneità in cui siamo continuamente bombardati da notizie, notifiche e messaggi: una tecnologia che amplifica le nostre insicurezze e i nostri timori. Cerchiamo nel mondo virtuale quello che non troviamo in quello reale. Però i momenti più belli della nostra vita non sono quelli “social”, ma quelli veri. Semplicemente dovremmo modificare il nostro rapporto con la tecnologia.

Come nasce la collaborazione tra voi due?
Diodato: Ci conosciamo e siamo amici da anni. Immaginando l’arrangiamento del pezzo, mi sono venuti in mente dei fiati e ho subito pensato a Roy. Gli ho mandato la canzone, gli è piaciuta e ha accettato subito.
Roy Paci: Confermo: il pezzo mi ha “preso” fin dal primo ascolto e ho pensato subito a come lavorarci: a come “vestirlo”, senza snaturarlo.

Qualcuno si immaginava una contaminazione più “presente”…
Diodato: È vero, sarebbe stato molto facile per Roy piazzare un super assolo di tromba, invece ha preferito avere un approccio da grande musicista. Abbiamo fatto una scelta coraggiosa, privilegiando un arrangiamento corale.

Sarete gli unici a portare il rap a Sanremo, con Ghemon
Roy Paci: Sono legato a doppio filo con l’hip-hop italiano old school. La prima volta che ho ascoltato Ghemon sono stato colpito dalla sua voce: stranissima. L’idea di farlo cantare con noi è stata di Diodato e io ero d’accordo.
Diodato: Da ragazzino mi divertivo a fare freestyle. Forse, però, chi mi ascoltava si divertiva un po’ meno: ero proprio scarso! Ghemon è il mio rapper italiano preferito. Gli ho mandato un audio su whatsapp con il pezzo di Sanremo, a lui è piaciuto molto e mi ha detto che si sarebbe messo subito a lavorare sul suo inserto. Paradossalmente, la sua parte sarà molto più melodica della mia.

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