Il cinema di Lars von Trier

Dal 7 febbraio all' Oberdan Milano undici film del cineasta danese

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Dal 7 al 25 febbraio 2018 al Cinema Spazio Oberdan Milano l’omaggio di undici film a uno dei registi contemporanei più innovativi e visionari, il danese Lars von Trier

Personaggio singolare del panorama cinematografico danese e nordico Lars Trier (senza il von), nato il 30 aprile 1956 a Copenaghen, ha a dodici anni è già protagonista di una serie televisiva per bambini e più tardi frequentando l’università studia cinema girando i suoi primi cortometraggi caratterizzati da uno stile originale. Dal 1979 al 1982 frequenta la prestigiosa Danske Filmskole, dove si diploma con il saggio intitolato Immagini della liberazione del 1982 che racconta, dalla parte dei perdenti, cosa accade nel maggio 1945 quando la Danimarca è liberata dal nazismo.  Giacca di pelle, capelli cortissimi, sguardo assorto, il regista prima dei trent’anni è già considerato un cineasta di culto tra le giovani generazioni di spettatori, provocatorio e fuori dagli schemi, autore anche di video musicali, di spot pubblicitari e fondatore con Thomas Vinterberg del movimento Dogma 95. Questa nuova corrente artistica rappresenta un modo di concepire e di fare cinema con precise regole di regia ben lontane dal linguaggio cinematografico tradizionale. Nel ’94 Lars è l’autore della mini serie televisiva The Kingdom – Il regno (il 24 ore 21), un lavoro a metà tra l’horror e la commedia, che gli procura un’enorme popolarità. Due anni dopo il successo si ripete con Le onde del destino (13 ore 17,30), Gran Premio al Festival di Cannes 1996, storia tragica di due sposi scozzesi. Nel 1998 con Idioti (12 febbraio ore 16,30) incentrato su di un gruppo di giovani di periferia che si fanno passare per tonti nel tentativo di sovvertire le regole della “normalità” prende il via il movimento Dogma 95 e il cineasta inizia a fare incetta di premi nei festival internazionali. Nel 2000 gira Dancer in the Dark (l’8 alle ore 16,30 e il 21 alle ore 21,15), vicenda drammatica di una ragazza madre cecoslovacca immigrata negli Usa che sta perdendo la vista come suo figlio a causa di una malattia e nel 2003 firma Dogville (il 18 ore 18,45), film minimalista e sperimentale che avrebbe dovuto far parte di una trilogia.  Nel 2005 arriva il fortunatissimo Il grande capo (l’11 ore 17,15 e il 20 ore 17), esilarante vicenda del proprietario di una società informatica deciso a vendere la sua azienda imputando l’impopolare decisione a un finto presidente interpretato da un attore fallito. Segue lo stesso anno Manderlay (il 22 ore 18,30) ambientato nell’America del 1933 tra ingiustizia e schiavismo, mentre nel 2009 tocca ad Antichrist (il 14 ore 19 e il 25 ore 21), storia di una coppia decisa a reagire alla perdita dolorosa del proprio figlioletto. Nel 2011 esce il molto discusso Melancholia (il 7 alle ore 21 e il 19 ore 16, 45), la crisi di due sorelle molto diverse tra loro durante e dopo il matrimonio della più giovane, alle porte di un’apocalisse inevitabile. Il regista danese non cessa ancora di stupire i suoi fans con Nymphomaniac volume 1 (il 10 febbraio ore 21, 15) e Nymphomaniac volume 2 (il 12 ore 20,30), entrambi del 2014, percorso filmico in quattro capitoli ciascuno, sulla vita di Joe, una donna fortemente segnata da ipererotismo.

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Pierfranco Bianchetti
Pierfranco Bianchetti , giornalista pubblicista e socio del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani è laureato in Sociologia a Trento. Ex funzionario comunale, responsabile dell’Ufficio Cinema del Comune di Milano, ha diretto n l’attività del Cinema De Amicis fino alla chiusura nel 2001. Ha collaborato a Panoramica – I Film di Venezia a Milano, Locarno a Milano, Il Festival del Cinema Africano; Sguardi altrove; ha scritto sulle pagine lombarde de l’Unità e de Il Giorno, Spettacoli a Milano, Artecultura, Top Video; Film Tv; Diario e diversi altri periodici. Attualmente scrive per Cinecritica, collabora a Riquadro.com e cura il sito lombardo del SNCCI. Ha realizzato rassegne e cicli sul tema “Cinema e Storia” presso il “Civico Museo di Storia Contemporanea” di Milano e la Biblioteca Civica di Via Oglio.

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