Fiorello irrompe in sala stampa a Sanremo

0

(Sembrava l’irruzione della Finanza in qualche grande società nel mirino, decine di persone con telecamere, macchine fotografiche, microfoni spianati come armi, telefonini in modalità giornalista d’assalto. Qualcuno inciampa in cestini abbandonati sulla corsia e cade al suolo, ignorato. Lo evitano e lo scavalcano. Bisogna inseguire la preda: Fiorello.
Fiorello irrompe in sala stampa alle 16.30 di una giornata uggiosa, la prima del Festival. Concentra su di sé l’attenzione del mondo mediatico addensato nel roof del teatro Ariston: “Sono venuto a darvi un saluto!” E comincia a raccontare dei messaggi di Laura Pausini, li cerca sul cellulare sfogliando i tanti “Baglioni, Baglioni, Baglioni, Baglioni… Pausini eccola!”. È il medico, che spiega come Laura sia a riposo obbligato, afona e muta. Resusciterà sabato, cure permettendo. Passa anche un messaggio con voce cavernosa che potrebbe essere Laura ma anche la sua imitazione. “Non so ancora cosa farò, giuro. Stiamo decidendo. Questo posto mi crea sempre ansia da prestazione. Mi viene sempre, anche solo per una recita scolastica di mia figlia. Non ci volevo venire, poi Un messaggio di Baglioni mi ha convinto e mi ha fatto dire perché no? Penso di inziare con quello. Lo leggerò. Chiunque sarebbe venuto con un messaggio così. Comunque non dico che non ho preparato nulla perché non è vero. Ma ho preparato poco”.
In cosa si tradurrà quel poco si scoprirà solo stasera, ma Fiorello è un guastatore e Baglioni uno sparigliatore. Qualcosa succederà.
“Ieri in teatro (a proposito che grande è questo palco, quando feci qui il mio show stavo 40 metri più in là), c’era Claudio che provava una canzone tra le mie preferite, che piace tanto a me e ad Antonio Ricci: “Accoccolati ad ascoltare il mare….”. Credo che Ricci la userà come sigla di Striscia… Insomma, qualcosa faremo, poi dipende. C’è anche il buco lasciato da Laura Pausini da riempire. Dipende. Vedremo. Tanto la mia carriera a quel punto sarà già rovinata! Potrei cantare… È da tanto che non mi prendevo un giro di adrenalina così. Mi mancava…”
Qualche battuta coi giornalisti e sparisce a prepararsi. Il primo coupe de theatre di Sanremo 2018 è compiuto.
Giò Alajmo
(c) 6 febbraio 2018

Alcuni contenuti o funzionalità non sono disponibili senza il tuo consenso all’utilizzo dei cookie!

 

Per poter visualizzare questo contenuto fornito da Facebook Like social plugin abilita i cookie: Clicca qui per aprire le tue preferenze sui cookie.

Giò Alajmo
Giò Alajmo ha la stessa età del rock'n'roll. Per 40 anni (1975/2015) è stato il giornalista musicale del principale quotidiano del Nordest, oltre a collaborare saltuariamente con Radio Rai, Ciao 2001, radio private e riviste di settore. Musicalmente onnivoro, è stato tra gli ideatori del Premio della Critica al Festival di Sanremo e ha scritto libri, piccole opere teatrali, e qualche migliaio di interviste e recensioni di dischi e concerti.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci qui il tuo nome