Andrea Labanca racconta il nuovo album “Per non tornare”

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Andrea Labanca

La Salumeria della Musica di Milano chiuderà presto i battenti. Intanto si susseguono con intensità gli appuntamenti. Succederà anche martedì 27 febbraio quando salirà sul palco Andrea Labanca con le canzoni di Per non tornare, album prodotto e arrangiato da Gianluca De Rubertis, già Il Genio, Studio Davoli e Calamari. L’album è pubblicato da Goodfellas, piccola etichetta molto attiva sul fronte della musica che non si ascolta a X Factor e Amici.
Questo è il terzo lavoro del cantautore milanese, tra  electro vintage e rock con testi ispirati al noir in cui si racconta di rivoluzioni e partenze, fughe e dolore, amore e voglia di scomparire. Non mancano malinconia, poesia e ironia distribuite su nove tracce musicali dense e sensuali.
Tra le canzoni dell’album da citare Bretton Woods, la prima traccia uscita come singolo, dedicata a un’amica nel cui locale Andrea Labanca ha iniziato ad esibirsi a fianco di Vincenzo Costantino Cinasky, Vinicio Capossela e molti altri artisti della scena milanese. Ispirata da Tondelli, è una dedica sincera ad una persona troppo fragile. Segue Ardo, canzone nata all’alba dopo un concerto in Salento: «Rimasto solo e un po’ brillo a vedere sorgere il sole sul tetto di una masseria – spiega Labanca- questo brano racconta la profonda solitudine di cui siamo tutti vittime e l’annaspare con cui cerchiamo di uscirne».
E veniamo a Per non tornare: «Una storia d’amore che si consuma in un villaggio turistico – dice Labanca – non ci sono momenti epici o luoghi fiabeschi solo la ricerca di un attimo di calore o forse addirittura di svago».
Poi altre canzoni, sapientemente arrangiate, da Dance Dance Dance a Lago di Costanza fino a Alba: «Qui mi piaceva molto la rima scialba/alba e l’idea che qualcuno rivoluzioni il mondo per sentire qualcosa di vero accadere sulla propria pelle. La storia di alcune giovanissime partigiane si è incrociata con le storie delle combattenti curde». E avanti con Buio, Guerra e Facciamo l’amore. Cresciuto tra la fine degli anni ‘70 e gli anni ’90 nella periferia est di Milano, Andrea Labanca si è laureato in Filosofia della Scienza con una tesi su Albert Einstein dal titolo “Tempo e simultaneità: una definizione”. Dopo il primo mini album I pesci ci osservano (2005) incontra l’artista Paolo Ciarchi, veterano della scena musicale milanese, prima con Dario Fo e poi con Ivan Della Mea.
Nel 2011 Andrea Labanca partecipa allo spettacolo di Aldo Nove Maria e inizia a suonare con la Fisheye Band. Con i nuovi compagni di viaggio finirà di comporre il materiale di Carrozzeria Lacan, disco che vanta la produzione artistica e l’inizio di una proficua collaborazione con Gianluca De Rubertis. Nell’Ottobre del 2013 presenta l’album all’Ariston di Sanremo durante la serata finale del Premio Tenco. Per i prossimi concerti con lui ci saranno il polistrumentista Gianluca De Rubertis, Lino Gitto (The Winston) e Giovanni Pinizzotto (Dirotta su Cuba, Mauro Ermanno Giovanardi).
Andrea Labanca

Giordano Casiraghi
Nato in Lombardia, prime collaborazioni con Radio Montevecchia e Re Nudo. Negli anni 70 organizza rassegne musicali al Teatrino Villa Reale di Monza. È produttore discografico degli album di Bambi Fossati & Garybaldi e della collana di musica strumentale Desert Rain. È promotore con Pino Massara e Alfredo Tisocco della prima ristampa in cd di tutti gli album di Battiato usciti negli anni Settanta. Collabora per un decennio coi mensili Alta Fedeltà e Tutto Musica. Partecipa a L'Enciclopedia del Rock Italiano - Arcana e Dizionario Pop Rock - Zanichelli edizioni 2013-2014-2015. È autore dei libri Anni 70 Generazione Rock (Editori Riuniti, 2005 - Arcana, 2018), Che musica a Milano (Editrice Zona, 2014 - nuova edizione Editrice Zona, 2023), Cose dell'altro suono (Arcana, 2020) , Battiato - Incontri (O.H., 2022), Gianni Sassi la Cramps & altri racconti (Arcana, 2023), Franco Battiato - All'essenza (Mondadori, 2025)

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