Con Testimone del tempo Red Canzian entra con forza e convinzione nel mondo della canzone da solista. Finora i suoi lavori incisi tra un disco e l’altro dei Pooh potevano considerarsi delle scappatelle, come lui stesso le definisce, ma da oggi si parte davvero, in totale autonomia. Con la canzone Ognuno ha il suo racconto, dal taglio acceso, ha portato una sferzata rock sul palco del Festival di Sanremo. Un brano scritto con Miki Porru, con cui collabora da decenni. Il suo spirito ecologista lo esprime nella meravigliosa melodia di Cosa abbiamo fatto mai, una preghiera per la salvaguardia del pianeta, giocata con intrecci di chitarra acustica per concludersi con un’ampia apertura di chitarra elettrica e archi. Chitarre a cura di Davide Tagliapietra, chiamato a coprodurre l’album, registrato e missato nello studio Q Recording dello stesso Canzian da Antonio Nappo e Renato Cantele. Fatta eccezione per il brano sanremese che è stato missato da Pino Pischetola. Nelle canzoni molta parte la prende la figlia Chiara Canzian ai cori, che sarà tra i musicisti nel prossimo tour che partirà a maggio da Padova, insieme a Phil Mer alla batteria, Alberto Milani alla chitarra elettrica, Ivan Geronazzo alla chitarra acustica e Daniel Bestonzo al piano e tastiere.
Red è arrivato anche il tuo momento per un album da solista, diverso da quelli precedenti…
Sì perché adesso ho meno paletti, non ho più obblighi di gruppo da osservare. ma non è che ho cantato in modo differente. Piuttosto adesso che sono da solo esce fuori il mio canto libero.
Il tutto è stato registrato al Q Recording di Milano dove hai il tuo quartier generale. Ce lo vuoi illustrare?
Lo studio è nato nel 1998 ed è stato quello dove i Pooh hanno costruito i loro dischi, poi nel 2009 l’ho rilevato e adesso fa parte di un luogo definito Hoop – The Music Circle dove si fa coworking, dove trovi anche Mario Biondi con il suo ufficio, dove i Pooh hanno mantenuto il loro archivio e un ufficio, trovi la logopedista, dottoressa Federica Calvi, il dottor Franco Fussi che è uno dei massimi foniatri, quindi abbiamo l’Artskool dove tanti allievi vengono per studiare con i professionisti nei vari strumenti musicali. Io partecipo come direttore artistico, intervenendo per raccontare la storia musicale di qualche personaggio che ho conosciuto.
Torniamo al disco appena pubblicato: come hai lavorato?
Avevo una sessantina di pezzi, tutti buoni, ho scelto quelli che potevano convivere bene insieme. Per i testi mi sono rivolto ad autori che stimo, a Ermal Meta, a Enrico Ruggeri, Miki Porru, Fabio Ilacqua, Vincenzo Incenzo fino a Renato Zero. Sì, poi c’è Ivano Fossati con Tutto si illumina, la canzone che avevo già inserito nel mio precedente album da solista, ma stavolta ho voluto valorizzare le parole con un arrangiamento per piano e orchestra. Racconta l’orgoglio di chi rimane solo e non vuole perdersi e stavolta la canto in maniera liberatoria, dando il giusto peso alle parole.
Canzoni dove anche la musica ha una notevole importanza.
Suona così, perché ho preso un arrangiatore che è anche chitarrista e non tastierista, qui semmai le tastiere sono vere e non è pieno di sequencer, c’è invece un organo Hammond e pianoforti veri, le chitarre hanno molto spazio e danno aria al tutto. Ne scaturisce un suono da band.
Ho visto che hai indicato il tipo di basso che usi per ogni canzone, giusta attenzione che piacerà agli appassionati dello strumento. Quanti ne hai nella tua collezione?
Ogni brano richiede un suono, l’Hofner violino, il Laurius bianco a 5 corde, il Fender Jazz del ’66 e il Fender Precision del ’64, hanno ciascuno un proprio carattere che va applicato secondo necessità. Avrò una trentina di bassi, di cui una dozzina vintage.
C’è un ultimo brano che mi incuriosisce, quel Cantico che dura ben otto minuti (il disco arriva quasi a un’ora), decisamente in stile Prog. Nostalgia del passato?
No la nostalgia non fa parte del mio bagaglio artistico. Semmai è stato come rendere omaggio a uno stile che ho sempre amato e che anche nei Pooh è stato messo in risalto, vedi Parsifal. Molti mi dicevano che quel periodo è stato ricco di buona musica e allora perché non riprenderlo? Quella è la musica classica moderna e nel mio prossimo spettacolo ci sarà una narrazione che arriverà a introdurre Cantico, fondendo un brano dei Pink Floyd e uno dei Pooh. Voglio fare uno spettacolo come testimone del tempo, un tempo che ho vissuto come lo hanno vissuto Renato Zero e Aldo Tagliapietra che interviene al sitar e al canto nel brano Eterni per un attimo, dove lui, Tagliapietra, quando canta, appare deluso perché eravamo stupidi a credere di cambiare mondo e si chiede che fine fatto Ginsberg, Kerouac e Hemingway. Io ammetto che tante cose fatte non hanno funzionato, ma tante altre si.
Arriviamo allo spettacolo live, puoi svelarci altro?
Sarà la storia della grande musica del mondo, tutta supportata da video per integrare il racconto, ma non mancheranno anche alcune canzoni dei Pooh. Per esempio il secondo tempo si aprirà con Noi due nel mondo nell’anima, che è l’ultimo pezzo che hanno fatto i Pooh prima che arrivassi, mi piace molto la nobiltà di scrittura diversa dagli altri brani. Questo mi collega con il primo brano che ho inciso con loro, quindi non mancherò di far ascoltare L’anno il posto e l’ora, Maria Marea, Cercando di te, Se c’è un posto nel mio cuore, L’aquila e il falco, Stai con me, le mie canzoni nei Pooh. Non farò invece Pensiero e Tanta voglia di lei, mentre ha senso nella mia narrazione Uomini soli, che sento anche mia, con la quale abbiamo vinto Sanremo.
Continua la tua scelta del cibo vegano?
È una scelta di vita, sto bene, sono sereno, non porto tensioni di chi magari mangiando carne accumula. L’anno scorso è uscito il libro «Sano vegano italiano» scritto con mia figlia Chiara e in molte occasioni lo abbiamo presentato nelle librerie con notevole successo, segno che molte persone sono attente a un’alimentazione sempre più nel nome della salute.
Ecco le date della tournée:
4 maggio – Gran Teatro Geox di PADOVA
5 maggio – Gran Teatro Morato di BRESCIA
7 maggio – Teatro Nuovo Giovanni da Udine di UDINE
9 maggio – Teatro Creberg di BERGAMO
12 maggio – Teatro Colosseo di TORINO
13 maggio – Teatro Openjobmetis di VARESE
16 maggio – Teatro Augusteo di NAPOLI
18 maggio – Teatro Verdi di FIRENZE
19 maggio – Teatro Lyrick di ASSISI
20 maggio – Auditorium Parco della Musica di ROMA
22 maggio – Teatro Metropolitan di CATANIA
23 maggio – Teatro Golden di PALERMO
25 maggio – Teatro Team di BARI
27 maggio – Teatro degli Arcimboldi di MILANO
4 maggio – Gran Teatro Geox di PADOVA
5 maggio – Gran Teatro Morato di BRESCIA
7 maggio – Teatro Nuovo Giovanni da Udine di UDINE
9 maggio – Teatro Creberg di BERGAMO
12 maggio – Teatro Colosseo di TORINO
13 maggio – Teatro Openjobmetis di VARESE
16 maggio – Teatro Augusteo di NAPOLI
18 maggio – Teatro Verdi di FIRENZE
19 maggio – Teatro Lyrick di ASSISI
20 maggio – Auditorium Parco della Musica di ROMA
22 maggio – Teatro Metropolitan di CATANIA
23 maggio – Teatro Golden di PALERMO
25 maggio – Teatro Team di BARI
27 maggio – Teatro degli Arcimboldi di MILANO






































