The Disaster Artist

Come fu fatto uno dei più brutti film di culto di tutti i tempi: The Room

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The Disaster Artist
di e con James Franco e con Dave Franco, Judd Apatow e Seth Rogen
Voto folle

È una storia vera: agli inizi del millennio tale Tommy Wiseau, un tipo che parlava come uno slavo ma veniva da sud, con un look tra Conan il barbaro e un boscaiolo di Lynch e che recitava solo in due modi (male e da matto furibondo) incontrò Greg Sestero, un ragazzo che giocava coi bambini ma voleva diventare attore e, per lui e con lui realizzò quello che venne definito il Quarto potere dei film brutti, The Room: probabile mimetica autobiografia di un amore di Wiseau finito male e sceneggiato, prodotto, girato montato e soprattutto finanziato interamente da Wiseau. Un film così brutto da far sembrare le opere di Ed Wood delle sviste favolistiche, ma anche così brutto e patologico da diventare involontariamente comico, e poi di culto fino a pagarsi ed essere immortalato in questo making of. Per tre quarti il film di Franco è così in sintonia con il modus operandi di Wiseau da sembrare anche lui brutto in maniera malsana e inguardabile. Infine sorpresa: un montaggio parallelo tra vere scene di The Room e scene rifatte da Franco ci proiettano nel territorio della sperimentazione artistica. Franco è a modo suo un genio dell’arte brutta e si circonda dei consueti compagni di goliardie sperimentali travestite da schifezze (tra questi anche Judd Apatow e Seth Rogen, geniali spacciatori di kitsch). La sensazione di malsano comunque persiste accanto al mistero di Wiseau.

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