Quello che non so di lei

Vita di una scrittrice di successo (ma stanca) invasa da una fan misteriosa. Davvero?

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Quello che non so di lei di
Roman Polanski
con Emmanuelle Seigner, Eva Green, Vincent Perez, Damien Bonnard, Dominique Pinon, Noémie Lvovsky, Camille Chamoux, Mathilde Ripley
Voto 7 e 1/2

Delphine (Seigner) è sui cinquanta, è una scrittrice (genere “la mia vita la mia famiglia”), ha successo (molto: fanno le code per farsi firmare le copie), ed è stanca, un po’ sola, con un amore giornalista sempre in giro a intervistare altre stelle della letteratura. Un bel giorno le chiede la dedica la classica fan gelida e troppo preparata (Green) che fin dallo sguardo promette guai e si chiama Lei: comincia col dire che l’ammira, poi l’incontra per caso, poi le si installa in casa, poi comincia a spiegarle cosa deve scrivere (è una ghost writer, scrive per i divi e non firma) e come deve scriverlo e infine la sostituisce quando deve andare in giro a parlare di sè. Vi è già suonato il campanello d’allarme? Ghost writer o solo ghost? Bene: aggiungete che ogni tanto la scrittrice si trova nella posta una lettera anonima che promette di sputtanarla per aver avuto successo usando i guai di famiglia. Calcolando che è un misuratissimo film alla maniera di Polanski (si parte morbidi, l’ansia cresce e alla fine non si sa come uscirne) ma la cosceneggiatura è di Olivier Assayas, non è difficile immaginare chi sia Lei e perché fa questo a Delphine (ricordate Chi è Harry Kellerman e perché parla male di me? di Ulu Grosbard con Dustin Hoffman?). La cura è drastica ma serve. Viene da un romanzo di Delphine de Vigan (Da una storia vera, l’ironico marchio che si mette su tutti i film, qui usato per dire che in effetti nessuna storia è vera…) rititolato, non si sa perché, a rovescio del film di Provost con la Deneuve dell’anno scorso (Quello che so di lei).

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