L’ultimo viaggio

Un vecchio tedesco cerca in Ucraina un villaggio e una donna. Settanta anni dopo...

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L’ultimo viaggio
di Nick Baker-Monteys
con Jürgen Prochnow, Petra Schmidt-Schaller, Tambet Tuisk, Suzanne von Borsody, Artjom Gilz
Voto 6 e 1/2

Il vecchio Eduard Leander, tedesco, 92 anni, resta vedovo. Uno sguardo alla moglie morta e si prepara a un viaggio che forse meditava da anni. Prende da un baule un colbacco e sale su un treno per Kiev. Lo segue (per fermarlo, su richiesta della figlia di Eduard) la nipote Adele, che per stare col nonno finisce per passare  dalla Germania all’Ucraina senza passaporto. Per fortuna sul treno incontrano un giovanotto che torna a casa a Kiev e sa come farli passare attraverso le maglie della burocrazia. Il passato e il presente si intrecciano: il presente è che l’Ucraina attraversa la guerra civile del 2014 tra filosovietici e indipendentisti, il passato è che il vecchio Eduard zoppica in cerca di un villaggio e in particolare di una donna conosciuti settanta anni prima: e se un tedesco è stato da quelle parti durante la seconda guerra mondiale e ha un colbacco, o era un invasore, o era un criminale di guerra nazista che guidava i cosacchi affiliati alle SS contro i partigiani sovietici (e c’è anche una spiegazione storica in un museo della cultura cosacca…). Comunque era anche un uomo innamorato. Gli spostamenti progressivi di un antico nemico (o, per alcuni, un liberatore) in un territorio inquieto costringe tutti (il vecchio, i suoi discendenti tedeschi, i suoi discendenti ucraini…) a fare i conti sia con l’amore che con la Storia. Non sono conti facili e l’on the road è più potente per la memoria che scatena che per le immagini che ci mostra.

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