Toquinho al Blue Note di Milano: inaugura il Wall of Fame e fa sold out

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Toquinho

La lunga serata di Toquinho al Blue Note di Milano è iniziata poco dopo le 19, quando il chitarrista ha lasciato le “impronte” delle sue mani, inaugurando ufficialmente il Wall of Fame del locale meneghino.

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Primo atto di una grande festa, per celebrare un doppio compleanno: i 50 anni (musicali) di Toquinho e i 15 del Blue Note. Doppio anche il concerto che il chitarrista brasiliano ha offerto al pubblico milanese, con un primo set iniziato alle 21 e un secondo set alle 23.30. Sul palco, insieme a lui, Zè Mauricio a batteria e percussioni, Itaiguara Brandao al basso e, a intermittenza, Greta Panettieri, “voce aggiunta”. Grande regalo per il pubblico, quando Toquinho ha chiamato a cantare “l’ospite d’onore” presente in sala: Ornella Vanoni. Insieme hanno eseguito due pezzi, in ricordo dei tempi de La voglia la pazzia l’incoscienza l’allegria, l’album del ’76 a cui i due artisti lavorarono insieme, con Vinícius de Moraes.

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Tantissimi, i rimandi della musica di Toquinho a Vinícius. E, in generale, alla musica brasiliana, con l’omaggio anche a Chico Buarque, autore della canzone che “chiunque avrebbe voluto scrivere”: Que será. Il locale è pieno: entrambi i concerti sono sold out. E, fin dalle prime note di chitarra, è facile intuire il motivo.

Toquinho è un artista della chitarra ed è un artista della bossa nova. Con il suo strumento, vero “prolungamento delle sue dita” («Qualche anno fa è stato ospite a casa mia. Andava a dormire con la chitarra, la portava anche a tavola» ha raccontato, divertita, la Vanoni), fa quello che vuole. Trasforma in suoni sudamericani melodie che partono dalla musica classica e altre che potrebbero sembrare persino r’n’r. Tutto si trasforma in ritmo e piacevolezza. E anche la malinconia, quella “saudade” che permea ogni brano con radici nella musica brasiliana, assume d’un tratto sfumature colorate, toni frizzanti.

Il concerto dura circa un’ora e venti. È un viaggio in Brasile partendo dall’Italia, o il contrario. Un “ponte ideale” tra i due Paesi, dipinto da Toquinho. Con l’acquarello, ovviamente.

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