Sabato 14 e domenica 15 aprile 2018 ore 10,30 all’Anteo Palazzo del Cinema una selezione di film di artisti e registi internazionali, sia emergenti sia affermati, provenienti dalla Palestina e da vari paesi in cui si sono dispersi gli abitanti della regione
Attorno agli inizi degli anni Cinquanta tra Siria, Libano, Iraq ed Egitto nasce un embrione di industria cinematografica, ma è solo dopo il 5 giugno 1967 con la guerra dei sei giorni e la conseguente occupazione dei territori che si pone l’esigenza di una nuova identità palestinese anche attraverso un cinema essenzialmente documentaristico legato alla necessità della lotta. Con il passar degli anni questo strumento di propaganda si trasforma in un cinema più maturo per merito del regista Michel Khleifi, autore di La memoria fertile, 1980, intenso documentario sulle donne palestinesi dei territori occupati e del bellissimo Nozze in Galilea, 1987, la più acuta sintesi fino ad allora apparsa sugli schermi del rapporto occupante-occupato. Un’occasione per saperne di più su di una realtà così complicata e difficile ce la offre il festival cinematografico Reel Palestine, organizzato in concomitanza con la mostra Una tempesta dal Paradiso: Arte Contemporanea del Medio Oriente e Nord Africa allestita presso la Galleria d’Arte Moderna di Milano fino al 17 giugno. La manifestazione è una selezione di film e cortometraggi che offrono punti di vista alternativi rispetto a quanto rappresentato dai media raccontando storie non conosciute sui temi dell’esodo, degli spostamenti, della frammentazione e sulle tradizioni familiari. Eletrical Gaza (sabato 14 aprile), 2015, documenta il viaggio a Gaza della regista Rosalind Nashashibi realizzato con l’inserimento di divertenti animazioni, mentre Ouroboros (sempre il 14), 2017, di Basma Alsharif, nata a Kuwait, ma emigrata a Los Angeles, è una rappresentazione fortemente pittorica che sfida i canoni tradizionali della narrazione. Il film, il cui titolo rimanda all’antico simbolo del serpente che si morde la coda, evoca i cicli naturali di distruzione e di rinascita. Suspended Time: A Program of Short Films (domenica 15 aprile), 2013, è composto da nove cortometraggi, opere di nove artisti e registi diversi. Una riflessione sul ventennio seguente alla firma degli Accordi di Oslo del 1993, tra Israele e Palestina. Un puzzle frammentato di luoghi, disuguaglianze, migrazioni ed esperienze fisiche e psicologiche.







































