I d-saFE ricompaiono per una delle loro estemporanee esibizioni. L’appuntamento è per venerdì 20 aprile dalle ore 19.30 a Monza. Dove precisamente? Per saperlo bisogna dare un’occhiata alla pagina Facebook: d-saFE. «Si, perché trattasi essenzialmente di un house concert, anche se poi chiunque può prenotarsi» precisa Marco Pancaldi, ex chitarrista dei Bluvertigo. Con lui Lorenzo Pierobon alla voce e la collaborazione di Maurizio Nardini agli effetti elettronici.
Si fanno chiamare d-saFE, «un non-gruppo – si legge nelle note stampa – che suona non-musica per non-ascoltatori. Principio ispiratore: riportare al centro della performance la sacralità del suono. Ogni esecuzione è liquida, estemporanea e fatidicamente irripetibile». Sono lontane le esibizioni con i Bluvertigo: «Io sono fuori dal gruppo dal 1996», taglia corto Pancaldi.
Per capire qualcosa di come sarà lo spettacolo che viene annunciato con il titolo de I delitti della Rue Morgue, leggiamo alcune note della pagina Facebook corrispondente: «La voce e il respiro creano uno spazio e una relazione di unicità tra emittente e ricevente, uno spazio in cui il suono e la vibrazione diventano la fase più importante prima ancora del contenuto semantico, ecco perché in questo momento l’intenzione assume una importanza primaria per il cantante, l’attore o il musicista. Il suono e la voce modulano l’intenzione, è così che si manifesta la comunicazione artistica di più alto livello».
Lo spettacolo prende ispirazione dal fatto che il 20 aprile 1841 viene pubblicato The murders in the Rue Morgue di Edgar Allan Poe. Sempre nelle note: «Al centro del racconto, il primo investigatore della letteratura moderna: C. Auguste Dupin. 177 anni dopo, è d-saFE a investigare su un altro terribile, orrido misfatto: l’assassinio della musica».
È ancora Pancaldi che aggiunge qualche notizia in più: «Ogni volta si assiste a qualcosa di diverso, la volta precedente abbiamo utilizzato un magazzino industriale, stavolta saremo in un loft elegante monzese. L’altra volta abbiamo usato immagini di un talismano metallico, stavolta usiamo immagini di un film del 1932 in bianco e nero. Diciamo che ogni volta cerchiamo una suggestione diversa su cui impostare un percorso sonoro per un’ora e venti minuti».







































