Molestie? Una volta si chiamavano complimenti – Nome di donna di Marco Tullio Giordana

Mercoledì 9 maggio nella Sala dei 146 – Università IULM proiezione e incontro con gli studenti sul tema delle molestie

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Mercoledì 9 maggio 2018 nella Sala dei 146 – Università IULM di via Carlo Bo, 7 Milano alle ore 10 proiezione della pellicola e poi incontro con studenti e studentesse sul tema delle molestie subite dalle donne nello spazio pubblico. Ingresso libero e gratuito fino a esaurimento dei posti

Nina (Cristiana Capotondi) si trasferisce da Milano in un piccolo paesino della Lombardia, dove trova lavoro in una residenza per anziani facoltosi. Un mondo elegante nel quale però si nasconde un torbido segreto. Il dirigente della struttura Marco Maria Torri, (Valerio Binasco) da anni costringe molte donne lavoratrici italiane e straniere della struttura a subire le sue attenzioni morbose. Solo Nina trova la forza di ribellarsi e ingaggia una battaglia giudiziaria appassionante per difendere i suoi diritti di persona e la sua dignità umana.  Marco Tullio Giordana, con il suo ultimo film Nome di donna, prodotto da Lumière&Co. con RaiCinema, ha provocato un dibattito vivace su questo tema molto discusso anche a Hollywood dopo il caso Weinstein. Al termine della pellicola Gianni Canova introdurrà il dibattito cui parteciperanno Daniela Cardini, Ilenia De Bernardis e Cristina Obber e con gli interventi di Cristina Comencini e Cristiana Mainardi.  La sottile linea rossa che distingue le avances galanti dal sopruso, come afferma in una scena del film Adriana Asti nei panni di una delle ospiti del pensionato (“Ai miei tempi si chiamavano complimenti”), sarà l’oggetto della discussione. Ha ragione Catherine Deneuve secondo cui “un’avance, anche pesante, non è una molestia ma fa parte del gioco di seduzione” oppure lo stesso Giordana che ritiene invece le molestie sul posto di lavoro espressione dell’abuso di potere e quindi della lotta di classe e non del normale rapporto fra i sessi ?

 

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