Sarà un grande spettacolo, omaggio a Lucio Dalla, quello che andrà in scena questa sera al Teatro Romano di Verona nel corso del Festival della Bellezza. Gran cerimoniere, Ron, che sarà affiancato da tanti artisti: Ornella Vanoni, Gaetano Curreri, Fiorella Mannoia, Giovanni Caccamo, solo per citarne alcuni.
Che tipo di spettacolo vedremo? Un concerto o uno “spettacolo raccontato”?
Uno spettacolo raccontato. Sarà una data speciale, piena di ospiti. Ma la tournée è già partita da Milano, proseguita a Roma e continuerà per tutto l’anno. Sarà un concerto in cui canterò le canzoni di Lucio Dalla contenute nel mio ultimo album, insieme a tanti altri pezzi, perché dodici brani non sarebbero bastati per uno spettacolo. E poi racconteremo Lucio con fotografie, immagini. Racconti che parlano di lui e della sua vita. Non sarà una commemorazione, ma uno spettacolo all’insegna dell’allegria e della leggerezza.
Quanto agli ospiti, ce ne sono alcuni che non potevano mancare (penso a Curreri, Mannoia, Vanoni), mentre altri sono inaspettati.
I primi tre che hai citato erano molto vicini a Lucio. Gaetano Curreri, in particolare, ha passato una vita insieme a lui. E infatti sono stati i primi artisti che ho contattato. Però non volevo che nel concerto fossero coinvolte sole persone che avessero avuto a che fare con Dalla. Mi piaceva l’idea di chiamare anche dei musicisti giovani, come Giovanni Caccamo, che non l’hanno mai conosciuto. È curioso sentire da loro quello che hanno avvertito: cos’era Lucio per loro, perché hanno scelto una determinata canzone.

Sono stati gli ospiti, quindi, a scegliere le canzoni da cantare?
Sì, assolutamente. Ci saranno anche dei duetti molto belli. E poi non ci sarà solo musica: saranno presenti anche degli attori, che racconteranno la vita di Lucio. Sarà uno spettacolo molto vario, con al centro Lucio Dalla, che sarà “visualizzato” a 360 gradi.
Traslando sul pubblico il discorso fatto per gli artisti giovani, può esserci anche un intento di “insegnamento”: raccontare Lucio Dalla a chi, per motivi anagrafici, non l’ha conosciuto?
Direi di sì. È importante mantenere viva la musica dei grandi artisti che se ne sono andati. Come Lucio, ma anche come Pino Daniele, ad esempio. Sono artisti che andrebbero studiati a scuola, come già avviene in Francia. È giusto che i ragazzi scoprano chi sono quegli artisti che hanno conquistato una nazione intera, perché non vengano dimenticati. Ed è per questo che porterò in giro lo spettacolo: perché ho il piacere di farlo e perché Lucio ha bisogno di essere mantenuto nei ricordi.
L’arte va spiegata o deve avere la forza per spiegarsi da sola?
Credo che abbia la forza per spiegarsi da sola. Chiaramente, ci sono nuove generazioni che a volte non ci vogliono sentire e non sono interessate a capire chi ci fosse prima di loro. E allora questi ragazzi vanno indirizzati. Questo mondo esiste perché c’era qualcosa prima. I cantautori sono nati negli anni ’70 e ’80 perché c’era un periodo socialmente particolare, c’erano gli anni di piombo. È la storia del nostro Paese: la nostra cultura.
C’è il progetto di un disco dal vivo per raccontare questa serata?
Per ora no, però registreremo tutto, perché lo spettacolo sarà trasmesso da Mediaset. Vedremo…






































