Lo Stato Sociale: in due è amore, in 12.000 una festa

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    Be here. Questa è il claim dell’estate 2018 a Bologna. Ed il posto in cui bisognava essere martedì 12 giugno era Piazza Maggiore, per il concerto de Lo Stato Sociale.
    Vuoi per le polemiche nate nelle ultime settimane dopo il tentativo da parte della Soprintendenza ai Beni Culturali di vietarlo, vuoi perché, più semplicemente, Lo Stato Sociale è uno di quei gruppi le cui radici sono fortemente radicate nel territorio, ma il concerto si è tramutato in uno degli appuntamenti clou dell’estate ed pubblico bolognese ha risposto con gioia ed entusiasmo all’invito della band riempiendo fino a scoppiare (oltre 12.000 i presenti) la piazza simbolo della città.

    Un concerto aperto, come promesso, da uno dei simboli di Bologna, il Piccolo Coro dell’Antoniano, che ha scaldato la piazza con le sue “hit” storiche, da 44 Gatti a Le tagliatelle di Nonna Pina.

    Ma è alle 21.45 che tutta Piazza Maggiore è esplosa con l’arrivo sul palco della band. «Siamo nella piazza della nostra città ha esordito Lodo Guenziqui ci hanno sgridato perché facevamo casino, qui giocavamo a pallone, qui è dove abbiamo avuto i primi, terribili, approcci con le ragazze. Tu guardi questa cosa e pensi che qualcosa stia cambiando».

    L’identificazione con la città è forte. E non per piaggeria o altro, anzi, oltre ai dovuti ringraziamenti non sono mancate le critiche rivolte all’attuale amministrazione, ma è radicata la loro appartenenza, è radicato il loro modo di creare movimento attorno ad una città che il movimento lo ha sempre amato. Non è un caso che Lo Stato Sociale nasca a Bologna, così come non è un caso che sia stata la città Natale degli Skiantos.

    Proprio agli Skiantos è dedicato uno dei momenti più intensi della serata: finito il concerto, prima dei bis, è stato proiettato sullo schermo un loro omaggio alla band con una cover di Sono ribelle mamma. Un momento altrettanto toccante è stato quando Lodovico ha interpretato voce e chitarra L’avvelenata di Guccini facendo capire a tutta la piazza la necessità che il pubblico ha di non smettere mai di sentire questo genere di canzoni.

    Le quasi due ore di concerto passano velocemente, tra cazzeggio, divertimento, risate, ma anche messaggi, sempre con il giusto equilibrio, senza mai rischiare di risultare prolissi o saccenti, ma nemmeno troppo cazzoni.

    Tra tutte le immagini del concerto forse la più bella è arrivata prima dell’inizio della serata, prima addirittura dell’inizio del soundcheck. L’ha pubblicata sul suo profilo instagram Alberto Guidetti: al concerto in Piazza Maggiore, al concerto di una vita intera, è andato in autobus. Mi piace pensare che dietro questa immagine ci sia tutto il pensiero de Lo Stato Sociale.

    LA SCALETTA:
    01. Mi sono rotto il cazzo
    02. Buona sfortuna
    03. In due è amore, in tre è una festa
    04. C’eravamo tanto sbagliati
    05. Fare mattina
    06. La musica non è una cosa seria
    07. Sono così indie
    08. L’avvelenata
    09. Facile
    10. Amarsi male
    11. Niente di speciale
    12. Eri più bella come ipotesi
    13. Amore ai tempi dell’IKEA
    14. Quello che le donne dicono
    15. Pop
    16. Questo è un grande paese
    17. Magari non è gay ma è aperto
    18. Mai stati meglio
    19. Abbiamo vinto la guerra
    20. Io, te e Carlo Marx
    21. Sono un ribelle mamma (video)
    21. Una vita in vacanza

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    Mattia Luconi
    Di origini torinesi, ma trapiantato ormai da diversi anni in quella magnifica terra che ha dato i natali ai più grandi musicisti italiani, l'Emilia. Idealista e sognatore per natura, con una spiccata sindrome di Peter Pan e con un grande amore che spazia dal Brit rock passando per quello a stelle e strisce, fino ai grandi interpreti italiani. Il tutto condito da una passione pura, vera e intensa per la musica dal vivo.

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