Akira Kurosawa, una personale di quattordici lungometraggi

Dal 26 giugno al Cinema Spazio Oberdan Milano una rassegna dedicata a uno degli imperatori dell’arte cinematografica

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Rashomon

Dal 26 giugno al 16 luglio 2018 al Cinema Spazio Oberdan Milano una rassegna dedicata a uno degli imperatori dell’arte cinematografica, autore di opere indimenticabili dalla potente forza visiva incentrate sull’uomo sempre costretto a scegliere tra verità e finzione, tra la morale moderna e la tradizione giapponese

Nell’agosto 1945, mentre per il Giappone sconfitto inizia il processo di democratizzazione nel quale è coinvolta anche l’industria cinematografica, il giovane cineasta Akira fa il suo tirocinio mettendosi ben presto in luce per l’originalità del suo cinema fatto di epica, avventura, azione, ma anche riflessione, introspezione, scavo nelle tenebre dell’anima. Una capacità unica nel fondere tradizione e modernità, popolarità e ricerca, contaminando la cultura orientale con gli esempi più alti dell’arte dell’Occidente. Nato il 23 marzo 1910 e scomparso il 6 settembre 1998, Kurosawa fa il suo esordio alla regia nel 1943, dopo aver tentato la via della pittura, con il film Sugata Sanshiro, prima opera di una carriera fantastica, che conta la produzione di oltre trenta lungometraggi.

L’angelo ubriaco
La sfida del samurai

Del ’48 è L’angelo ubriaco con il quale inizia la sua collaborazione con l’attore Toshiro Mifune durata sedici pellicole tra le quali spicca Rashomon, 1950 (martedì 26 luglio ore 21,15 e domenica  8 luglio ore 21,15), Leone d’oro alla Mostra del Cinema di Venezia e opera che sdogana definitivamente il cinema giapponese in Occidente. Dopo Cane randagio del 1949, lo straziante Vivere del 1951(venerdì 6 luglio ore 18,30) e lo shakespeariano Il trono di sangue,1957 (sabato 14 luglio ore 21,15), firma i classici film di samurai, I sette samurai, 1954 (martedì 3 luglio ore 2015), La fortezza nascosta, 1958, La sfida del samurai ,1961. Una lunga crisi di depressione e un tentativo fallito di suicidio lo tengono lontano  dalla cinepresa, ma poi fortunatamente ritorna al lavoro con Dersu Uzala – Il piccolo uomo delle grandi pianure, 1975 (mercoledì 11 luglio ore 20,45) tratto dalle memorie dell’esploratore russo Vladimir Arsenjev e con altre opere memorabili come Kagemusha – L’ ombra del guerriero, Palma d’Oro al Festival di Cannes), Ran (1985) e Sogni, 1990 (lunedì 16 luglio ore 19,00), film realizzati con la collaborazione di alcuni registi ammiratori del suo lavoro come Francis Ford Coppola, Steven Spielberg e George Lucas.

 

Pierfranco Bianchetti
Pierfranco Bianchetti , giornalista pubblicista e socio del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani è laureato in Sociologia a Trento. Ex funzionario comunale, responsabile dell’Ufficio Cinema del Comune di Milano, ha diretto n l’attività del Cinema De Amicis fino alla chiusura nel 2001. Ha collaborato a Panoramica – I Film di Venezia a Milano, Locarno a Milano, Il Festival del Cinema Africano; Sguardi altrove; ha scritto sulle pagine lombarde de l’Unità e de Il Giorno, Spettacoli a Milano, Artecultura, Top Video; Film Tv; Diario e diversi altri periodici. Attualmente collabora a Diari di Cineclub, Grey Panthers, il Migliorista, Riquadro.com, pagina facebook Sncci Lombardia. Ha pubblicato nel 2021 per Aiep Editore “L’altra metà del pianeta cinema-100 donne sul grande schermo”, nel 2022 per Haze Auditorium Edizioni “Cinemiracolo a Milano. Cineclub, cinema d’essai e circoli del cinema dalla Liberazione a oggi” e nel 2026 per Algra Editore “Le grandi dinastie cinematografiche – Il cinema di padre in figlio”.

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