L’ultimo concerto di Elio e le Storie Tese a Collisioni: cronaca di uno scioglimento

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Elio e Le Storie Tese in concerto a Collisioni 2018 - 29 giugno 2018 - © Foto: Riccardo Medana

“Le band si sciolgono”, cantava Luca Carboni, ma quando è successo ai Litfiba una ventina danni fa gli Elii hanno cantato “Litfiba tornate insieme”. Il resto della storia lo conoscete.
Adesso speriamo che qualcuno si prenda la briga di cantare “Elio e le Storie Tese tornate insieme”, perché altrimenti quello di ieri sera al Collisioni Festival di Barolo rischia di essere stato, stavolta per davvero, l’ultimo concerto della loro quasi quarantennale carriera.
Un live di ben 3 ore e mezza con una valanga di ospiti per celebrare per un’ultima volta i 38 anni di carriera del simpatico complessino milanese.
La formazione è la stessa del “primo concerto d’addio”, quello del 19 dicembre scorso al Forum di Assago: Elio alla voce, Christian Meyer alla batteria, Faso al basso, Cesareo alla chitarra, Jantoman alle tastiere, Vittorio Cosma e Diego Maggi alle ulteriori tastiere, Paola Folli alla voce.
Come al solito non poteva mancare Mangoni che, essendo un’artista a sè e non facendo parte della band, proseguirà la carriera solista ed ha già annunciato un grande concerto a Campovolo nel 2021, con tanto di locandina “presa in prestito” dal live a Campovolo di Ligabue del 2015.

L’inizio del concerto ricalca grossomodo quello di dicembre e del tour d’addio successivo, sia per canzoni che per scenografia, ma è da metà in poi che arrivano le sorprese, grazie ai tanti ospiti che hanno voluto celebrare insieme agli Elii la chiusura della loro carriera.
Apre la sfilata Filippo Graziani, figlio dell’indimenticato Ivan, del quale eseguono una potente versione rock di Monna Lisa, già suonata insieme qualche anno fa nell’ambito del Musichione, l’ultimo programma tv condotto dalla band. È poi la volta di Cristina D’avena che, come a Milano qualche mese prima, è la seconda voce di Piattaforma. Altra sorpresa: sale sul palco Mariottide, alias Maccio Capatonda, che dedica alla band un “assolo di pianto” per il loro scioglimento. Altro brano a sorpresa è Regime di cuori, versione modificata (dedicata a Berlusconi) di Regina di cuori dei Litfiba, che gli Elii avevano cantato qualche anno fa a Parla con me e che stavolta eseguono proprio con Piero Pelù.
Tutti aspettavano l’annunciato ritorno sul palco per l’ultima volta di Rocco Tanica che però ha dovuto dare forfait all’ultimo minuto a causa di un impegno con la zia, quindi al suo posto c’era Carlo Ponte, vincitore del concorso per gli impersonificatori di Rocco Tanica. Insieme a Carlo, copia perfetta di Rocco con una lievissimo differenza nella pronuncia della lettera erre, arrivano Cara ti amo, l’ultimo e bellissimo inedito Il circo discutibile, T.V.U.M.D.B. e Shpalman, quest’ultimo con la partecipazione dei The Kolors.
A fine brano sale sul palco Geppi Cucciari per presentare il contest che stabilirà chi potrà fregiarsi del titolo di erede di Elio e le Storie Tese. I concorrenti sono Mangoni e i The Kolors, la votazione tramite applausometro però non lascia scampo alla band di Stash e premia l’architetto con un netto 93,5% di preferenze, legittimandolo quindi a raccogliere il testimone della band. Un testimone in carne ed ossa, consegnato per l’occasione da Fabio Rovazzi.
Il concerto prosegue, sono passate due ore e mezzo e non ce ne siamo nemmeno accorti, ma è ancora lunga: tocca ai Neri per caso, che accompagneranno praticamente tutta l’ultima parte del concerto, da El Pube a Tapparella passando per l’ultimo brano sanremese, Arrivedorci.
L’unico ospite “storico” del concerto è Sir Oliver Skardy, ex leader dei Pitura Freska, che ovviamente canta la parte in veneziano di Uomini col borsello, registrata insieme alla band nell’ormai lontano 1991.
Immancabile tra i nuovi classici Parco Sempione, eseguita insieme al gruppo degli Street Clerks, seguita da quella che è l’ultima invettiva di Supergiovane contro i matusa, che si conclude con un volo del supereroe difensore dei giovani verso il pubblico per un po’ di sano crowdsurfing.
La chiusura, del concerto e della carriera, è affidata ovviamente a Tapparella, con quel “Forza Panino” finale ripetuto decine e decine di volte, come a volerlo cantare tutta la notte pur di non far finire il concerto.

Ma purtroppo, dopo ben tre ore e mezza, il concerto finisce, e quello che rimane è la gioia di aver visto per un’ultima volta un live strepitoso, ma ovviamente la tristezza per la consapevolezza che tutto questo non succederà più.
E dopo 38 anni di canzoni, gag e tante risate stavolta a segnare il viso, insieme al sorriso, c’è una lacrimuccia.
Arrivedòrci, ragazzi.

Ecco la scaletta del concerto:
1. Servi della gleba
2. Burattino senza fichi
3. La vendetta del fantasma formaggino
4. Cateto
5. La follia della donna (parte I)
6. Fossi figo
7. Essere donna oggi
8. Pipppero® / La visione / Vacanza alternativa / Urna / Discomusic / Born to be Abramo
9. Il vitello dai piedi di balsa
10. Luigi il pugilista
11. Swing Bizzarone (DJ Mendrisio)
12. Monna Lisa (feat. Filippo Graziani)
13. Piattaforma (feat. Cristina D’avena)
14. Assolo di pianto (Mariottide)
15. Regime di cuori (feat. Piero Pelù)
16. Cara ti amo (risvolti psicologici dei rapporti tra giovani uomini e giovani donne) (feat. Rocco Tanica)
17. Il circo discutibile (feat. Rocco Tanica)
18. T.V.U.M.D.B.
19. Shpalman (feat. Rocco Tanica e The Kolors)
20. Il vitello dai piedi di balsa reprise
21. El Pube (feat. Neri per caso)
22. Uomini col borsello (ragazza che limoni sola) (feat. Skardy)
23. Parco Sempione (feat. Street Clerks)
24. La terra dei cachi
25. Supergiovane (feat. Neri per caso)

26. Arrivedorci (feat. Neri per caso)
27. Tapparella (feat. Neri per caso)

La fotogallery della serata, a cura di Riccardo Medana:

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