I Negrita infiammano e conquistano Rimini

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Foto: Andrea Giovannetti

Dopo il debutto a Senigallia la banda Negrita è arrivata a Rimini per la seconda tappa del loro tour estivo. Tanti i fan giunti alla Fiera di Rimini per la seconda data della terza edizione del Rimini Park Rock.

Lo spettacolo richiama molto la leg primaverile della band aretina: alla fine faranno le stesse canzoni nello stesso ordine (ma tre in meno). La prima parte del concerto è incentrata sui pezzi dell’ultimo album, Desert Yacht Club: il brano di apertura è Siamo ancora qua, manifesto del pensiero Negrita e, dopo che Pau ha salutato il pubblico al suono di «Benvenuti in manicomio», mettendo in chiaro fin subito il mood della serata, è il turno Adios paranoia e No problem.
Nonostante il pubblico conosca e apprezzi i brani più recenti è con il repertorio classico che ci si scalda veramente: Non ci guarderemo indietro mai, Il gioco, Brucerò per te.
I Negrita vogliono che la gente ai loro concerti salti, balli e si diverta ed è per questo che la seconda parte dello spettacolo è introdotta dal grido «Ora vi faremo un po’ di rock’n’roll», che anticipa i brani che fanno davvero infiammare il pubblico: Radio Conga, Fuori controllo, con Pau che invita tutti a pogare, Il libro in una mano, la bomba nell’altra.

Gli unici attimi in cui si toglie il piede dall’acceleratore avvengono durante il momento acustico che è anche uno dei momenti più intensi della serata: da Non torneranno più, in cui Pau si commuove realmente, ad Ho imparato a sognare cantata insieme a tutto ma proprio tutto il pubblico. Spazio all voce anche per Drigo che canta la “sua” Splendido.
Il finale è una botta continua con In ogni atomo, Transalcolico, A modo mio che fanno saltare e ballare i fan presenti.
Dopo i “finti saluti” di rito la band torna sul palco con ben 4 bis che portano all’ormai classica chiusura con Gioia Infinita.

Se ci si soffermasse solo sulla scaletta verrebbe da chiedersi la differenza tra la leg fatta a metà aprile e questa lunga serie di concerti estivi. In realtà lo show è competente diverso perché i Negrita sono completamente diversi. L’idea che mi sono fatto dopo la data di di Bologna è che la band avesse “bisogno di suonare” per ricevere dal pubblico una forza tale da permettere di far rimarginare alcune “ferite”. L’impressione ho avuto guardando questo spettacolo è che queste “ferite” appartengano al passato e che i tre Negrita siano tornati a fare quello che gli riesce meglio: divertirsi e fare casino.
La banda sembra essere davvero coesa e lo si capisce dalle sfumature sottili che emergono durante la serata: una battuta, un sorriso, un abbraccio, uno scherzo.

Ma in mezzo agli inviti a fare casino, a pogare ed a divertirsi, non bisogna dimenticarsi del trait d’union che lega tutta il concerto: lo spirito della banda Negrita: un gruppo di 50enni avvolti da un velo di nostalgia e forse da un pizzico di disincanto, ma che però da questa nostalgia e questo disincanto trovano la forza di andare avanti. Ed è così che quando Pau, per salutare il pubblico dice «Questa è la banda Negrita, per tutta la vita» non solo viene da augurarglielo, ma viene davvero da crederci.

SCALETTA:
1. Siamo ancora qua
2. Adios paranoia
3. No problem
4. Non ci guarderemo indietro mai
5. Il gioco
6. Brucerò per te
7. Voglio stare bene
8. Radio Conga
9. Fuori controllo
10. Il libro in una mano, la bomba nell’altra
11. Che rumore fa la felicità?
12. Rotolando verso sud
13. Non torneranno più
14. Ho imparato a sognare
15. Magnolia
16. Splendido
17. In ogni atomo
18. Transalcolico
19. A modo mio

BIS:
20. Scritto sulla pelle
21. Bambole
22. Mama maè
23. Gioia infinita

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Mattia Luconi
Di origini torinesi, ma trapiantato ormai da diversi anni in quella magnifica terra che ha dato i natali ai più grandi musicisti italiani, l'Emilia. Idealista e sognatore per natura, con una spiccata sindrome di Peter Pan e con un grande amore che spazia dal Brit rock passando per quello a stelle e strisce, fino ai grandi interpreti italiani. Il tutto condito da una passione pura, vera e intensa per la musica dal vivo.

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