Per La Milanesiana 2018 ideata e diretta da Elisabetta Sgarbi
Giovedì 5 luglio alle 15 allo IULM – Libera Università di Lingue e Comunicazione di Milano proiezioni dei film La morte risale a ieri sera e Milano calibro 9 introdotti da Alberto Pezzotta, seguiti alle 21 da letture di alcuni brani dei romanzi del grande scrittore a cura di Sveva Casati Modignani, Piero Colaprico, Maurizio De Giovanni, Massimo Picozzi, Cecilia Scerbanenco e da un concerto di parole e immagini di Morgan
Alto, magro, dall’aria mite Giorgio Scerbanenco, il cui vero nome è Vladimir Scerbanenko nato il 28 luglio 1911 a Kiev in Ucraina da madre romana e da padre professore di latino e greco, arriva in Italia da ragazzo e dopo una breve permanenza a Roma si trasferisce nella metropoli lombarda, dove da autodidatta inizia la sua carriera di scrittore e giornalista. Del ’34 è la sua prima novella pubblicata da Rizzoli per merito di Cesare Zavattini e poi dopo aver inventato la posta del cuore sui settimanali Novella e Bella, scrive racconti western, di fantascienza, di letteratura rosa e poliziesca. La sua vita professionale di successo subisce una battuta d’arresto nel 1943 con la nascita della Repubblica Sociale di Salò, che lo costringe a fuggire in Svizzera. Rientrato a Milano a fine guerra, grazie al suo volontariato notturno sulle ambulanze della Croce Rossa tra ubriachi, feriti e disadattati di ogni tipo, si dedica al genere noir con la sua scrittura elegante e chiara in grado di cogliere le atmosfere metropolitane di una Milano ancora immersa nel boom economico. Inventa il personaggio di Duca Lamberti, ex medico dal fine intuito investigativo, radiato dall’albo per avere praticato un’eutanasia a una vecchia signora malata gravemente, e cui segue la quadrilogia di Venere privata, Traditori di tutti, I ragazzi del massacro, I milanesi ammazzano al sabato, che ottiene un successo strepitoso in Italia e anche all’estero. Ormai il cinema non può ignorare le sue opere e così il 30 dicembre 1969 esce nelle sale I ragazzi del massacro di Fernando Di Leo e dopo pochi giorni La morte risale a ieri sera tratta da I milanesi ammazzano al sabato per la regia di Duccio Tessari, con location milanesi classiche, dalla Questura di via Fatebenefratelli alla Chiesa della Grazie e al Palazzo delle Stelline in Corso Magenta. Nel ’72 è la volta Milano calibro 9 dal racconto Stazione Centrale, un cult amatissimo da Quentin Tarantino, diretto ancora da Fernando Di Leo con un memorabile Gastone Moschin nel ruolo di Ugo Piazza, un duro della malavita milanese appena uscito da San Vittore e accusato di aver nascosto il malloppo consistente di 300.000 dollari. Nello stesso anno Di Leo firma La mala ordina dal racconto Milano by Calibro 9, cui seguiranno dal libro Al mare con la ragazza, L’ assassino è costretto a uccidere ancora e nel ’76 dal racconto Bravi ragazzi bang bang, Liberi armati, pericolosi di Romolo Guerrieri. Tutti grandi successi che usciranno purtroppo però dopo la morte di Scerbanenco, avvenuta a Milano per infarto a soli cinquantasette anni il 27 ottobre ’69, due mesi prima della strage di Piazza Fontana.








































