Roberta Bonanno: «Vi racconto “Io e Bonnie”»

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E’ da poco uscito Io e Bonnie, il terzo album di Roberta Bonanno, realizzato dopo due intensi anni di lavoro in studio con Alberto Boi di Advice Music. L’abbiamo raggiunta e ci siamo fatti raccontare da lei il suo progetto.

Cos’è Io e Bonnie?
Io e Bonnie arriva dopo 2 anni di lavorazione, con un nuovo team, una nuova etichetta e nasce dalla voglia di credere ancora in questo mestiere. Perché sì, sono tempi difficili, ma se uno ha la passione ed ha qualcosa da dire una strada in qualche modo la si trova. Io mi ritengo molto fortunata: sono riuscita a trovare un team di autori che mi ha aiutato a realizzare un disco che considero molto personale perché questi nove pezzi sono nove fotografie che mi rappresentano con ogni mia sfaccettatura.

Io e Bonnie è composto infatti da 9 brani. Come ti sono arrivati?
Guarda, ti ringrazio per questa domanda perchè in realtà all’inizio non si parlava nemmeno di un album. E’ nata questa collaborazione, poi abbiamo avuto la fortuna di incontrare la Warner che ci ha dato la disponibilità di ascoltare i pezzi e di conoscere nuove persone, infatti è grazie a loro che ho conosciuto Fabio Vaccaro che alla fine ha scritto l’85% dell’album. E ti dico, è stato un po’ come se mi conoscesse perchè mi ha proposto dei pezzi che in realtà parlavano di me. Poi, acquistando un certo rapporto con Fabio, ho iniziato a dirgli quali erano le mie esigenze, cosa volevo raccontare, e da lì sono stati creati ad hoc dei brani. Per esempio L’uomo che non c’è parla al 100% di me.

Ascoltando i brani si ha l’impressione che tu ti sia guardata molto dentro con un’attenzione particolare al tuo passato. Cos’hai visto?
Io di natura sono molto riflessiva e spesso mi capita di guardarmi indietro e rivedere cos’è successo. Se penso alla mia esperienza, e mi riferisco in particolar modo ai talent, quello che vedo è una ragazza immatura per certe cose, ma molto, forse troppo, matura per altre. Diciamo che adesso ho riscoperto quella leggerezza che avrei dovuto avere 10 anni fa. Questi anni sono stati difficili, sia dal punto di vista professionale, sia da quello personale, anni in cui ho avuto molto tempo per me e per capirmi, per accettare delle cose e per superarne altre. Quindi sicuramente è riflessivo, ma non nostalgico, perchè sono fiera di quel che sono adesso e quel che è ho passato è stato anche una lezione di vita, così come lo è sempre per tutti. La cosa che ho maggiormente imparato è di prendere tutto quello che viene con lo spirito giusto. Ridere di me ad esempio è un pezzo in cui io parlo con me stessa, perchè spesso capita che ci sono io e poi c’è Bonnie, il mio alter ego, che sono due facce della stessa medaglia, due persone diverse che si combattono tra di loro, ma la soluzione è sempre quella di prendere il tutto con l’autoironia che un po’ mi caratterizza.

Hai citato Ridere di me. Ascoltando quel brano io ho pensato anche ad una sorta di insegnamenti che tu puoi avere avuto con l’esperienza.
E’ proprio questo. Io ho avuto tante cadute, perchè è normale cadere. Le ho avute perchè la vita ti aiuta anche così, facendoti cadere. In realtà ho capito che certe cose devono essere prese con la spirito giusto, ecco perchè ti parlavo di quella leggerezza che magari ai tempi non avevo. Forse a volte ero troppo pignola o troppo bacchettona. Invece adesso sono più serena con me stessa.

Il singolo che ha lanciato l’album è Controtendenza. Durante la canzone ti chiedi «Dov’è la vera luce in questa vita?». Che risposta ti dai?
La luce di questa vita è quella che tu pensi di aver spento ma che poi la riaccendi. E’ quella che hai dentro in realtà. Io mi sono spenta diverse volte ma mi sono sempre riaccesa anche perchè non c’è luce che non funzioni se non ci sei tu ad accenderla.

Che programmi hai per il futuro?
Nelle prossime settimane sarà in giro. Ho delle date a Palermo ed in Sicilia. Però spero di vedermi molto presto sdraiata sotto il sole perchè ho un’esigenza, essendo milanese, di andare al mare che non puoi neanche immaginare (ride). Ho la necessità di bermi una birra una riva al mare con degli amici. Ecco, questa è l’immagine che vorrei avere di me nell’immediato.

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Mattia Luconi
Di origini torinesi, ma trapiantato ormai da diversi anni in quella magnifica terra che ha dato i natali ai più grandi musicisti italiani, l'Emilia. Idealista e sognatore per natura, con una spiccata sindrome di Peter Pan e con un grande amore che spazia dal Brit rock passando per quello a stelle e strisce, fino ai grandi interpreti italiani. Il tutto condito da una passione pura, vera e intensa per la musica dal vivo.

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