Velocy Raptus, quando l’ERM diventa «un limbo costante di caduta»

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Velocy Raptus

Hanno appena pubblicato un nuovo singolo ed a breve usciranno sul mercato con il loro secondo album. I Velocy Raptus sono una nuova ed interessante realtà sulla scena musicale italiana che si muove al confine tra elettronica e rap. Abbiamo intervistato un componente del collettivo, Edoardo, in arte dj Serlzt.

Chi sono i Velocy Raptus?
E’ un collettivo nato nel 2015, con l’intento di proporre una nuova formula in Italia, sia da un punto di vista musicale, che dell’intrattenimento. Ci piace definirci, come genere, ERM: Electronic Rap Music. Siamo in sei: le tre voci sono Skià, Nucky e Vuoto, il batterista è Carlo Pelloni, il produttore è Rarde, anche tastierista nei live, e poi ci sono io come dj.

Lo scorso anno avete pubblicato il vostro primo album, intitolato Saudade: cosa ha rappresentato per voi?
Per noi è stata una tappa importante, il primo lavoro per conoscerci. E’ un disco primordiale, serviva soprattutto per iniziare a portare in giro il progetto e prendere confidenza, sia tra di noi, che con il pubblico. I risultati sono stati buoni e la scorsa estate abbiamo avuto molte date, culminate con l’apertura a Coez, un momento per noi molto gratificante.

Il nuovo singolo VRC 41 si muove sulle sonorità del disco precedente o ci sono novità?
Stiamo provando nuove sonorità, anche in vista del nuovo disco. Questo è il singolo più estivo che avevamo, suona sull’elettronica, ma senza dimenticare il peso del rap e quindi del valore lirico e metrico.

Avete girato il video in un luogo suggestivo come le Lame Rosse di Fiastra. Perché questa scelta?
Siamo marchigiani e giocavamo in casa. Con il nuovo disco stiamo sperimentando sonorità nuove per l’Italia. Ci piace definirlo come un limbo costante di caduta, in cui non arrivi mai. Questo concetto abbiamo cercato di portarlo anche nel video. Ci sono elementi di richiamo del nostro paesaggio, la parte girata alle Lame Rosse di Fiastra vuole dare questa impressione di continuo volteggiare, senza mai arrivare, sempre rimanendo tra due punti.

Quando uscirà il nuovo album?
Uscirà in autunno per l’etichetta Nufabric Records.

Avete aperto i concerti di nomi importanti come Coez, Rkomi, Gue Pequeno e molti altri. Sono esperienze che vi hanno arricchito?
Sì, abbiamo suonato prima di autentici mostri sacri. Sono esperienze che danno molta visibilità e soprattutto danno la possibilità al gruppo di crescere costantemente. Un conto è proporre un live in una propria situazione, un altro è suonare di fronte ad un pubblico che non è propriamente il tuo. In questi casi sei portato ed incentivato a dare sicuramente qualcosa di più.

C’è qualche artista che vedete come fonte di ispirazione?
Generalmente prendiamo ispirazione da ciò che ci piace, in definitiva da tutto e niente. Sarebbe troppo difficile citare un solo punto di riferimento.

Talent show: sì o no?
Per il momento no.

Un sogno nel cassetto?
Raggiungere quanta più gente possibile con la nostra musica, perché crediamo nel prodotto e nella sua unicità. Siamo sicuri di avere tra le mani qualcosa di nuovo, a cominciare dalla formazione: non c’è al momento in Italia, nel rap, una formazione così numerosa ed amalgamata nello stesso tempo. Ed anche dal punto di vista musicale proponiamo qualcosa di nuovo: sarà un disco molto vario il nostro, ogni traccia avrà un suo ambiente. Le sonorità di Rarde, il nostro produttore, porteranno una bella novità nella scena italiana.

Vi aspetta un’estate di musica?
Sì, abbiamo alcune date in calendario. La più vicina è quella del 4 agosto al Mamamia di Senigallia, con Carl Brave x Franco126.

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Nato a Lavagna (GE) il 26 luglio 1970, nel giorno in cui si sposano Albano e Romina, dopo un diploma in ragioneria ed una laurea in economia e commercio, inizio una brillante (si fa per dire) carriera come assistente amministrativo nelle segreterie scolastiche della provincia di Genova e, contemporaneamente, divorato dalla passione del giornalismo, porto avanti una lunga collaborazione con l’emittente chiavarese Radio Aldebaran, iniziata nel 2000 e che prosegue tuttora. Per 15 anni ho collaborato anche con il quotidiano genovese Corriere Mercantile. Dal 2008 e fino alla sua chiusura ho curato il blog Atuttovasco.

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