Gilberto Gil – Torna in Italia un artista senza tempo

La leggenda della musica brasiliana sarà in Italia per tre concerti esclusivi, il primo dei quali domani, 14 luglio, all'Umbria Jazz Festival.

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Gilberto Gil
@Paola Alfamor

Cantautore, musicista e attivista politico, Gilberto Gil (vero nome Gilberto Passos Gil Moreira) viene ritenuto, a ragione, uno degli artisti più influenti del panorama musicale mondiale a cavallo tra la seconda metà del secolo scorso e i nostri tempi. Brasiliano, 76 anni, Gil non si è mai fermato alle tradizioni e agli stilemi sonori del suo paese (che pure ama infinitamente), ma ha rielaborato e fatto propri tutte le influenze e tutti gli stimoli creativi raccolti nel corso di una esistenza che l’ha portato — a volte per scelta, a volte giocoforza — a spostarsi di città in città, di continente in continente, ampliando così i suoi orizzonti e permettendogli di costruire una fitta, fruttuosa rete di collaborazioni con tanti suoi colleghi, da Caetano Veloso ai Pink Floyd.

Con il primo, Gil condivide non solo palcoscenici e studi di registrazione, ma anche l’esperienza del carcere e dell’esilio: i due artisti, infatti, conosciutisi all’università nel 1963, iniziano fin da subito a collaborare e questa collaborazione, che conduce alla nascita del cosiddetto Tropicalismo — movimento che coinvolge tutti gli ambiti della cultura, cinema, teatro e letteratura compresi, e che viene spesso considerato il ’68 brasiliano per le istanze di libertà, di emancipazione e di profonda rivoluzione sociale che lo accomunavano a quello italiano —, li porta a essere bollati come soggetti pericolosi dal regime militare che aveva conquistato il potere nel paese sudamericano: così, nel 1969, Gil e Veloso vengono arrestati e mantenuti in regime detentivo per sette mesi, per poi essere costretti all’esilio, che dura fino al 1972.

Particolarmente rappresentativa dei temi che stavano a cuore a coloro che nel movimento credevano fermamente  è la canzone Haiti, inserita nell’album Tropicália 2 che Gil e Veloso hanno pubblicato nel ’93 per celebrare i 25 anni dall’uscita di Tropicália ou Panis et circensis (1968), disco che vedeva la partecipazione di diversi altri esponenti del mondo musicale e culturale brasiliano: un potente inno di denuncia di quelle che allora erano le piaghe più profonde del tessuto sociopolitico del paese — alcune delle quali, purtroppo, ancora oggi funestano la terra verdeoro —, dalla repressione degli avversari del regime alla povertà diffusa, dal razzismo alla violenza perpetrata dalle forze dell’ordine, dall’altissimo tasso di mortalità infantile presso i senzatetto alla diffusione dell’AIDS.

Una volta condannati all’esilio, Gil e Veloso viaggiano per l’Europa (principalmente Portogallo e Francia), per poi stabilirsi a Londra. Qui Gil viene coinvolto nell’organizzazione del Glastonbury Free Festival del 1971, dove ha modo di conoscere Bob Marley e di avvicinarsi così al reggae, che però non rappresenta l’unico genere nuovo che finisce per affascinarlo: anche la scena rock inglese lo influenza profondamente, portandolo a collaborare e a esibirsi con , tra gli altri, i Pink Floyd e gli Incredible String Band. Lo stesso vale per il jazz: Gil prende parte a diversi live di Miles Davis.

Al suo ritorno in Brasile nel 1972, Gil pubblica Expresso 2222, che lo porta in tour negli Stati Uniti e a registrare un album in inglese. Nella seconda metà degli anni ’70 il cantautore e musicista decide di partire per l’Africa: lì, nel 1976, incontra Stevie Wonder e cattura le atmosfere tipiche della parte più centrale del continente, che infonde nel suo album Refavela del 1977.

Ed è proprio per celebrare i quarant’anni dalla pubblicazione di Refavela che Gil torna in Italia con tre appuntamenti imperdibili. L’evento, Refavela 40, vedrà l’artista riproporre in chiave rivisitata i più bei brani del cd, come Ilê Aiyê e Balafon, oltre ad uno dei grandi classici della canzone brasiliana, Samba do Avião di Tom Jobim, in uno spettacolo unico che, da settembre in tour in molte città del Brasile e adesso in Europa, sta ottenendo un grandissimo successo di pubblico e critica.

Ad accompagnarlo in scena, la band capitanata dal figlio Bem Gil (voce e chitarra) e composta da alcuni tra i più rappresentativi musicisti della nuova scena musicale brasiliana: Domenico Lancellotti (batteria, percussioni e MPC), Bruno Di Lullo (basso), Thomas Harres (batteria e percussioni), Thiago Queiroz (sax e flauto),Mateus Aleluia Filho (tromba e flicorno), Nara Gil e Ana Lomelino (coriste) e Mestrinho (cori e fisarmonica). Una vera e propria festa per gli estimatori di questo straordinario artista che in carriera ha pubblicato 60 album, ottenuto undici dischi d’oro, cinque dischi di platino, due Grammy Awards, due Latin Grammy Awards e venduto più di cinque milioni di copie, ma non solo: scelto nel 2003 dall’allora presidente Luiz Inácio Lula da Silva come Ministro della Cultura, Gil viene insignito nel 2005 della Legion d’Onore francese e del Polar Music Prize (il Nobel della musica) a Stoccolma, primo artista latinoamericano a ricevere tale onoreficenza.

Di seguito, date e locations dei tre live prodotti e organizzati da Intersuoni Srl, divisione Booking & Management Unit BMU, che vedranno la partecipazione di Chiara Civello e Mayra Andrade. Biglietti in vendita su TicketOne.

Sabato 14 luglio PERUGIA – Umbria Jazz (Arena Santa Giuliana, Piazza Partigiani);

Lunedì 16 luglio VENEZIA – Veneto Jazz (Teatro Goldoni, San Marco 4650 b);

Mercoledì 18 luglio MONFORTE D’ALBA (CN) – Monfotinjazz (Arena Horszowski, Piazza Antica Chiesa).

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Chiara Rita Persico
Classe ’83, nerd orgogliosa e convinta, sono laureata con lode in ingegneria dei sogni rumorosi ed eccessivi, ma con specializzazione in realismologia e contatto col suolo. Scrivo di spettacolo da sempre, in italiano e in inglese, e da sempre cerco di capirne un po’ di più della vita e i suoi arzigogoli guardandola attraverso il prisma delle creazioni artistiche di chi ha uno straordinario talento nel raccontarla con sincerità, poesia e autentica passione.

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