Stronger- Io sono più forte

Dall’attentato alla maratona di Boston un ritratto di crescita difficile

0

Stronger- Io sono più forte
di David Gordon Green
con Jake Gyllenhaal, Tatiana Maslany, Miranda Richardson, Richard Lane Jr., Nate Richman
Voto 6 +

In apparenza questo è un film su Jeff Bauman, il giovane operaio che perse le gambe vittima dell’attentato terrorista alla Maratona di Boston del 2013. Dal trailer si direbbe la storia un uomo tagliato a metà che diventa simbolo di una comunità che si sente in guerra e non si arrende (anzi, che da Boston Strong, forte, diventa Stronger, più forte). Cioè un film sulla fatica della riabilitazione con la carica retorica che ne consegue. In realtà il film è a volte duro, ma non perché faccia vedere cosa succede se sei vittima di un attentato, ma perché al ritratto neorealista dell’ambiente di Bauman (famiglie proletarie americane disastrate e con forte propensione all’alcol) aggiunge l’attrazione fatale della notorietà: un membro della famiglia è mutilato, ma tutti gli altri ne hanno un piccolo guadagno e un quarto d’ora di gloria. Roba da poveracci. Poi, calate le bandiere e i battimani negli stadi per la retorica sportiva e la commozione, restano padri incongrui, mamme alcolizzate, fidanzate sfiancate, periferie orrende, miserie casalinghe e il rischio che il film tenti di piazzarti la tesi che il dolore rende migliori e più attenti agli altri. Si sfiora anche questo e non è un film memorabile, ma la sorpresa è che non è un film di propaganda, ma sulla tremenda fatica di crescere. Gyllenhaal meglio del film.

Alcuni contenuti o funzionalità non sono disponibili senza il tuo consenso all’utilizzo dei cookie!

Per poter visualizzare questo contenuto fornito da Google Youtube abilita i cookie: Clicca qui per aprire le tue preferenze sui cookie.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci qui il tuo nome