Justice a Milano: dal 2005, Campioni del Mondo di elettronica

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La serata prometteva già benissimo. Fin dal momento in cui gli MGMT, a cui spettava il compito di aprire (dopo gli australiani Parcels), terminavano il loro set con una rivisitazione tutta personale del tema de La Storia Infinita.  Fossimo stati nel 2007, una situazione del genere sarebbe stata inaccettabile: gli MGMT che suonano alla luce del sole -elemento che per principio non si addice alla longeva electro band newyorkese.

La data del Milano Summer Fest all’Ippodromo Snai San Siro, è la prima di un tour estivo che vede i Justice, imperatori della french-electro, girare l’Europa e un po’ di USA, in promozione per il “nuovo” album, Woman Worldwide, in uscita il prossimo 24 agosto per Ed Banger Records.  Tra l’altro, la data milanese è la prima dopo l’incoronazione della Francia ai Mondiali di Russia; elemento che però, secondo indiscrezioni, il duo francese non ritiene interessante.

Il set, della durata di due ore circa, è lo stesso che Gaspard Augé e Xavier de Rosnay portano in giro da un anno e mezzo a questa parte, e rispecchia molto la tracklist del nuovo album, che è una rivisitazione live dell’album Woman uscito a sua volta nell’autunno 2016. Anche la scenografia è famigliare: una doppia pila da dodici di amplificatori Marshall tempestati di led, che diventano essi stessi elementi di luce. Dalla posizione di chi scrive, durante la preparazione del palco, si sente nettamente la frase, in stretto romanesco,: “Ahò, ma stanno ad arrivà gli Slayer?”; osservazione non vana, poiché i Justice non hanno mai fatto mistero di trovare grande fonte di ispirazione nel ruspante heavy metal.

Ma dicevamo, la scenografia: un complesso ed efficace sistema di laser e luci, irradiate da strutture mobili a forma di cassone da letto, che si elevano, si abbassano e ruotano, a seconda dell’evenienza. Niente monitor o megaschermi con immagini o grafiche; nulla di quel che la band portava in scena una decina di anni fa.
Il set attacca con Safe & Sound, il singolo trainante di Woman: voci serafiche su basi euforiche, e un giro di basso capace di far materializzare Nile Rodgers sul palco. Sarebbe stato troppo facile iniziare con Genesis, marziale traccia d’apertura dell’album Cross, e colonna sonora di ogni videogame della Terra.

Segue, dunque D.A.N.C.E., a sua volta, singolone di Cross, in versione rivisitata. Tutto il set è basato sulla fusione tra vocal di un pezzo e basi di un altro; le canzoni vengono sezionate e ricomposte con l’abilità di chi quelle canzoni le ha fatte e le conosce bene. I vocal di Pleasure si fondono con la base di Phantom, i successivi vocal di Civilization si mischiano con Heavy Metal e DVNO. E via dicendo (e campionando).

Insomma, una setlist che a scriverla significa poco niente, ad ascoltarla si trema. Un palleggio costante tra Gaspard e Xavier, l’antitesi delle superstar dj, la cui presenza è centrale – nel vero senso della parola – ma che diventa secondaria quando a dominare sono gli effetti. Il punto di ebollizione arriva quando, alla fine di Waters Of Nazareth, a tutti gli effetti il primo singolo della band pubblicato nel 2005, i due si bloccano per qualche minuto, simulando un fermo immagine. Niente musica, niente luci. Ma poi esplode il super-classico intramontabile We Are Your Friends, e la folla impazzisce. Finalmente. A questo punto, passano in secondo piano anche le zanzare, vere protagoniste della serata.

Dalle transenne, quelle che separano il palco dall’inutile pit, fino a quel momento, la sensazione è che la gente non voglia tanto ballare quanto ascoltare (e filmare). Un approccio statico, anch’esso impensabile nel 2007. Da We Are Your Friends in poi, però, la storia cambia, fino a provocare il delirio collettivo, che culmina con la martellantissima Audio, Video, Disco, per chiudersi mellifluamente con Parade. Bene così: dopo che hai portato la folla al delirio, la devi riaccompagnare piano piano sulla terra, per evitare che si faccia male. Una lezione da veterani, ma mai dimenticata.

I Justice, probabilmente l’electro band più ricca del mondo, seconda solo ai Daft Punk (la loro musica è finita in spot di macchine ed eventi sportivi, colonne sonore di videogame di macchine, film, programmi tv di macchine), sono considerati “anziani” dai nuovi estimatori dell’electro: il pubblico presente all’Ippodromo SNAI raccontava invece un’altra storia. Età media: trenta, con una discreta presenza della generazione Erasmus; di oggi, non di ieri. Peccato solo per quella voglia di ballare a intermittenza…

Articolo a cura di Valeria Sgarella.

La scaletta dei Justice al Milano Summer Fest:

1) Safe and Sound
2) D.A.N.C.E.
3) Canon/Love S.O.S.
4) Genesis/Phantom
5) Phantom/Pleasure/Newjack
6) Civilization/Heavy Metal/DVNO
7) Stress
8) Love S.O.S.
9) Alakazam!/Fire
10) Waters of Nazareth
11) Phantom Pt. II/We Are Your Friends
12) Chorus
13) Audio, Video, Disco
14) D.A.N.C.E. Turbine/Safe and Sound
15) Parade

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