Ho volato sullo stesso Lancaster su cui volò il giornalista della BBC Wynford Vaughan-Thomas con un operatore mentre lo stormo andava a bombardare Berlino la notte del 3 settembre 1943. Mi aggiravo nella carlinga, assordato da 4 motori a elica, praticamente sopra l’ufficiale di rotta: un po’ più alla mia destra il puntatore, davanti a me i due piloti in cuffia, giacca di pelle e maschere dell’ossigeno, alle prese con una strumentazione a dir poco vintage, che continuavano a scambiarsi dati e a un certo punto cantavano. Alle mie spalle il giornalista che registrava la sua radiocronaca su un disco di acetato e ancora più indietro il mitragliere di coda. Ho volato in realtà virtuale, ovviamente, muovendomi (poco, la carlinga virtuale di un Lancaster era davvero piccola) sul pavimento di cemento del Lazzaretto del Festival di Venezia: la mia esperienza (una manciata di intensissimi minuti ricostruiti intorno alla voce del giornalista che culminano nel terribile bombardamento, ben visibile sporgendo la testa oltre il cupolino) si chiama 1943- Berlin Blitz ed è opera di David Whelan, un progetto in realtà virtuale della BBC che è possibile provare tra i tantissimi della sezione Venice Virtual Reality. Che effetto fa la realtà virtuale? Quando esplodono le bombe non pensi a un videogame e la guerra (nel suo fascino terrificante) è ancora più brutta.
Venezia 75. 1943-Berlin Blitz
Nella sezione Venice Virtual Reality un episodio della seconda guerra mondiale vissuto in virtuale






































