Venezia 75. Dragged Across Concrete

Il ritorno di Mel Gibson poliziotto arrabbiato in una crime story

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C’è un muro di cemento che segna il confine tra il lecito e l’illecito per un poliziotto. Superarlo è una strada senza ritorno. Dragged Across Concrete di  Craig Zahler (fuori concorso) significa “trascinati oltre il cemento”. La storia è chiara: due poliziotti (Mel Gibson e Vince Vaughn) sospesi per “brutalità” perché sputtanati da un video mentre fermavano uno spacciatore, senza stipendio si ritrovano a tentare la strada del crimine. Cercano di un grande ladro da derubare. Però incappano in una rapina effettuata da una banda di specialisti, assassini e crudeli, e il tentativo di rubare al ladro si trasforma in una corsa verso il disastro. Non stiamo a raccontarvela tutta, la storia somiglia a tante altre, fatta eccezione per una certa incomprensibile crudeltà dei superspecialisti che per raggranellare il capitale di partenza uccidono senza reale necessità. Forse serve a introdurre la seconda razione di crudeltà. Dragged Across Concrete ha tempi più lunghi della media spalmati su rituali ovvi della crime story,  un paio di sorprese non eclatanti, dialoghi a volte con finali brillanti e una retorica di fondo che parte dal western, dove  i codici degli uomini veri sono sempre quelli. La spiegazione di fondo (i quartieri popolari fan sempre più schifo e i poliziotti meritevoli sono stati fregati dalla politica) l’abbiamo già sentita prima di Gibson.

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