‘L’armonia degli opposti’: leggere di Maynard James Keenan (Tool) è più bello in tempo di vendemmia

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Maynard James Keenan

Prima di tutto una doverosa premessa: questo non è affatto un libro incentrato sui Tool. In quel caso, se fosse l’osannata band losangelina il vostro target di riferimento, dovreste rivolgervi ad un altro volume (Tool di John McIver, sempre Tsunami Edizioni), una biografia non ufficiale pubblicata un bel po’ di anni fa.

Qua invece si parla principalmente del loro leader (ma il gruppo di Sober ce l’hai mai avuto in definitiva un “leader”?) Maynard James Keenan che ne L’Armonia degli Opposti si è saggiamente raccontato alla sua amica – i due si conoscono da circa trent’anni – Sarah Jensen. Un piccolo caso editoriale che prima ha sollazzato gli Stati Uniti e che ora esce tradotto anche qui da noi.

Agendo così ne viene fuori un racconto sui generis: non un’autobiografia tout court – è la Jensen, difatti, a tenere le redini della narrazione – e neanche un memoir scandalistico, anche se i molti virgolettati di Maynard restano eloquenti frustando il ritmo con dichiarazioni forti e spezzettando di conseguenza l’ampollosità generale dell’opera.

Già, perché se c’è un problema ne L’Armonia degli Opposti (nomen omen) non è di certo il contenuto, sempre intrigante, ma la prosa della Jensen che, di suo, vorrebbe scrivere il “grande romanzo americano di formazione”  e invece risulta il più delle volte naïve e poeticamente barocca.

Poco male. Se supererete la barriera dello stile, qua c’è tutto ciò che un fan vorrebbe sapere sull’enigma-Maynard: uomo, artista, artigiano, militare, affarista, comico mancato, atleta e persino soggetto psicologico da analizzare con cura.

Maynard James Keenan

La sua forza di volontà è narrata benissimo (dal campioncino giovanile che eccelleva nella corsa campestre fino ai duri addestramenti sotto l’esercito americano nelle accademie più severe della nazione) così come il suo spaesamento artistico visto che Keenan non nasce assolutamente frontman e ce ne vorrà di tempo prima che conosca il mainstream, tramite i Green Jelly (sua una delle voci nell’hit anni ’90 Three little pigs) e poi ovviamente i Tool. Maynard e Roma, d’altronde, non sono state costruite in un giorno.

Non mancano le inevitabili disgrazie esistenziali (la madre malata che decide di farlo crescere in Missouri assieme al padre e alla sua nuova compagna) e le troppo dilungate rivelazioni (il periodo trascorso come store-manager in un negozio di animali di Boston, ricordato con affetto dal protagonista principale) e, quando finalmente si parla di musica, gran dignità viene attribuita anche alle altre due formazioni che hanno reso James una icona del terzo millennio: gli A Perfect Circle (la classica “fuga” dell’artista estenuato di cantare sera dopo sera materiale impegnativo come Prison sex o Stinkfist) e i Puscifer, alias il lato più cabarettistico dello stesso Maynard (nonostante V Is For Vagina del 2007 resti un grandissimo album).

Insomma, per evitare qualche spoiler di troppo, diciamo che in questo libro di carne al fuoco ce n’è parecchia, tra momenti di commozione (l’amicizia interrotta col comico emergente Bill Hicks, poi omaggiato nell’artwork di Ænima), la famosa intervista condotta nel 1995 con Joni Mitchell (vero e proprio punto di riferimento per l’integrità maynardiana) e quella feroce determinazione personale (la carriera vinicola di Keenan dovuta forse alle sue lontane origini piemontesi) da parte di un personaggio che, a questo punto, non è sbagliato definire “leonardiano” a causa delle sue molteplici attività.

Godetevi quindi la lettura – 310 pagine di pura resilienza – perché fonti ben informate dicono che il nuovo, attesissimo album dei Tool (il primo dai tempi di 10,000 Days del 2006) sia finalmente in fase di produzione e che la parte strumentale sia già stata registrata.

Anche se è meglio non fidarsi troppo. Il motivo? Beh, da un individuo che ha avuto la pazienza di piantare/coltivare un vigneto in Arizona – combattendone il clima infame e realizzandone la piccola azienda di successo Caduceus Cellars – c’è davvero d’aspettarsi di tutto. Il far bene le cose, alla Locatelli, resta d’altronde l’attrezzo preferito da Maynard per affrontare i gorghi problematici della quotidianità.

Clicca qui per un’anteprima de L’Armonia degli Opposti, autobiografia di Maynard James Keenan scritta con la collaborazione di Sarah Jensen.

Maynard James Keenan

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