Venezia 75. 22 July

La strage del 2011 a Oslo e Utoya e i tentativi di Anders Breivik di passare per soldato della destra xenofoba

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Il 22 luglio 2011  Anders Breivik, vestito da poliziotto e armato come un soldato, fece esplodere mezza tonnellata di esplosivo in strada sotto gli uffici governativi di Oslo, poi si spostò sull’isola di Utoya, dove si radunavano per un campeggio i giovani laburisti e cominciò a fare il tiro a segno sui ragazzi disarmati. Breivik quel giorno uccise 77 persone e volle andare in processo con un avvocato progressista per potersi definire prima incapace di intendere e di volere e poi cavaliere templare e primo di una serie di soldati  per combattere il multiculturalismo, l’invasione degli stranieri, i marxisti e i futuri leader borghesi. Venne ovviamente disconosciuto anche dalla destra xenofoba e forcaiola. Oggi si lamenta del vitto del carcere norvegese che lo ospita. Il film di Paul Greengrass (regista di alcuni Jason Bourne e di United 93 , il volo in cui l’11 settembre i passeggeri contrastarono i terroristi) è ricavato dal libro Uno di noi – La storia di Anders Breivik di Arne Seierstad, e racconta i fatti come si sono svolti, li drammatizza un po’, segue il percorso di recupero doloroso di uno dei moltissimi che rimasero feriti, segue soprattutto le fasi del dibattito processuale.  È il genere di film paratelevisivo che sembra aggiungere poco a quanto la cronaca ha già detto, ma è secco e dettagliato,  forse  utile a chi era troppo giovane sette anni fa per ricordare, e fa rabbrividire per la somiglianza tra le idee di Breivik e quelle di alcuni governi in Europa.

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