Milano Rocks: ieri 60.000 “Believers” sotto la pioggia per gli Imagine Dragons

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Imagine Dragons
Foto di Giulia Bertolazzi

Il Day 1 di Milano Rocks è all’insegna della pioggia battente: l’Area Expo è già dal tardo pomeriggio un tripudio di ombrelli, k-way e gigantesche mantelle di plastica colorate, attrezzatura fondamentale per affrontare una serata ricca di acqua, musica ed emozioni.

Saliti sul palco dopo le esibizioni di The Vaccines e Måneskin, gli attesissimi Imagine Dragons non impiegano molto ad infiammare i circa 60.000 spettatori presenti, grazie al sound rock/elettronico trascinante che li contraddistingue. Dan Reynolds, il frontman, si presenta alla platea vestito solo con un paio di pantaloncini neri e una bandiera arcobaleno: «This is a place of love», esordisce stringendo a sé il tessuto multicolore e sottolineando il dissenso verso ogni forma di odio e discriminazione. Tema che ribadisce anche in seguito, prima di Mouth of the River.

Dan non passa certo inosservato: non solo per gli addominali scolpiti che espone con noncuranza, ma soprattutto grazie alla voce carismatica che rimane senza sbavature per tutto lo show, come un disco registrato in studio ma rivestito da una presenza strumentale più corposa. Lo stesso leader della band si cimenta alle percussioni con convinzione.

Foto di Giulia Bertolazzi

Dopo l’apertura affidata a Radioactive, il concerto prosegue dando spazio ai pezzi dell’ultimo e fortunatissimo album Evolve, che i ragazzi di Las Vegas stanno portando in giro per il mondo da più di un anno: i singoli Whatever It Takes, Natural, Walking on Wire e Next to Me vengono eseguiti quasi in successione. Si prosegue con una breve e intensissima cover in acustico di Every Breath You Take dei Police, preceduta da un emozionato ringraziamento di Reynolds alla gigantesca e irriducibile folla davanti a lui e ai suoi Imagine.

Nonostante la scaletta leggermente più corta rispetto a quella tradizionale dell’Evolve World Tour, la performance non trasmette incompletezza. La band tiene il palco per un’ora e mezza con un’energia straordinaria, energia che anche il pubblico assorbe e sembra quasi che ne faccia tesoro per scacciare via il diluvio, che finalmente cessa durante l’ultima parte dello show.

Si tratta di una chiusura con i fiocchi, con quattro pezzi che gli spettatori cantano all’unisono e con grandissimo trasporto. Si parte con Demons, la ballata che parla delle insicurezze e dei fantasmi di ognuno di noi; si passa a Thunder, con le sue atmosfere cupe e introverse; e ai ritmi più solari di On Top of the World. Conclude il concerto Believer, diventata ormai la canzone simbolo di questa band “scala-classifiche”, come viene spesso definita. Ma oltre le classifiche c’è di più. Sicuramente, a Milano ci sono 60.000 persone bagnate dalla pioggia, che non hanno esitato un attimo a restare sotto quel palco con lo sguardo incantato e le braccia rivolte verso gli Imagine Dragons e la loro musica.

Foto di Giulia Bertolazzi

La scaletta:

Radioactive
It’s Time
Whatever It Takes
Yesterday
Natural
Walking the Wire
Next to Me
Shots
Every Breath You Take / I’ll Make It Up to You
Start Over
Rise Up
I Don’t Know Why
Mouth of the River
Demons
Thunder
On Top of the World
Believer

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Claudia Tinelli
Nata a Bari nel 1984, vivo a Milano dal 2006 e mi sento fortunata nell’affermare che amo la mia città adottiva tanto quanto la mia terra d’origine (l'unico vuoto incolmabile è il mare, ahimè!). Marketing/communication addicted, sono una media planner atipica che cerca perennemente di conciliare al meglio la sua anima creativa con quella analitica/numerica. In tutto ciò, la musica è la passione viscerale che ha sempre accompagnato la mia vita.

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