L’11 settembre di Paul McCartney e la canzone (mai più fatta) che nacque da quel giorno

0
Paul McCartney

Nessuno potrà mai dimenticare l’11 settembre e quel senso di vulnerabilità (oggi molto familiare) che ha avvolto tutto l’occidente. Pochi sanno però che alle 9 del mattino dell’11 settembre 2001 Paul McCartney si trovava all’aeroporto di New York, a bordo del suo aereo, pronto a tornare in Inghilterra quando, dal finestrino, vide una coltre di fumo spuntare da una delle due Torri Gemelle. «Era una splendida mattina di fine estate – ha raccontato – e gettai l’occhio verso le Twin Towers. Da una delle torri mi accorsi che usciva un pennacchio di fumo, ma pensai si trattasse di un’illusione ottica. Non ci feci caso né mi allarmai, poteva essere un incendio di lieve entità. Pochi minuti dopo, però, notai che anche dall’altra torre apparve del fumo. Cominciai a preoccuparmi anche perché la nostra partenza venne ritardata misteriosamente. Abbiamo guardato questa scena per un po’, poi uno degli steward si è avvicinato e mi ha detto bruscamente: “Signor McCartney, ci spiace, sta succedendo qualcosa di molto grave a New York e abbiamo appena ricevuto l’ordine di uscire tutti dall’aereo”».

Lo shock per Paul fu enorme «Fu tremendo, non potevo fare niente, nessuno di noi poteva farlo… C’erano migliaia di morti… Volevo andare a Manhattan, ma a nessuno fu permesso di andare lì per giorni, mentre pensavo a cosa fare [per dare una mano], mi venne l’idea che forse si poteva organizzare un concerto in memoria di NY».

E fu così che il 20 ottobre dello stesso anno, radunò sul palco del Madison Square Garden David Bowie, Eric Clapton, l’ex presidente Usa Bill Clinton, Sheryl Crow, Harrison Ford, Mick Jagger, Jay Z, Billy Joel, Elton John, Keith Richards, James Taylor per un enorme evento dedicato alle vittime degli attacchi «Ho voluto organizzare quel concerto in memoria dei tanti vigili del fuoco periti durante i soccorsi. Mio padre fece il fireman a Liverpool durante la seconda guerra mondiale, quando i bombardamenti di Hitler colpirono pesantemente le zone dei Docks. Quella del Madison è stata una serata intensa, un modo per ridare fiducia a New York».

Fu dallo shock di quei giorni che nacque Freedom, la ghost track contenuta in “Driving Rain”, una canzone sul diritto che ognuno di noi ha di poter vivere una vita libera, di pace. Freedom fu registrata proprio quella sera sul palco del Madison Square Garden (nonostante il suo entourage gli avesse sconsigliato di farlo) e inserita in fretta e furia nel disco che sarebbe uscito il mese successivo.
Canzone che, da maggio 2007, McCartney ha smesso di eseguire dal vivo perchè, come spesso capita in questi casi, la politica si appropriò della canzone, stravolgendone il significato e giustificando, con essa, le grandi campagne di George Bush per “esportare la democrazia”. «Credevo esprimesse un bel sentimento, e, subito dopo l’11 settembre, il giusto sentimento – ha detto Paul – Ma è stato frainteso. Le hanno attaccato l’etichetta di militarista, avete sentito George Bush usare questa espressione. In questo modo ho sentito alterato il significato intrinseco della canzone».

Alcuni contenuti o funzionalità non sono disponibili senza il tuo consenso all’utilizzo dei cookie!

Per poter visualizzare questo contenuto fornito da Google Youtube abilita i cookie: Clicca qui per aprire le tue preferenze sui cookie.

Alcuni contenuti o funzionalità non sono disponibili senza il tuo consenso all’utilizzo dei cookie!

Per poter visualizzare questo contenuto fornito da Facebook Like social plugin abilita i cookie: Clicca qui per aprire le tue preferenze sui cookie.

Mattia Luconi
Di origini torinesi, ma trapiantato ormai da diversi anni in quella magnifica terra che ha dato i natali ai più grandi musicisti italiani, l'Emilia. Idealista e sognatore per natura, con una spiccata sindrome di Peter Pan e con un grande amore che spazia dal Brit rock passando per quello a stelle e strisce, fino ai grandi interpreti italiani. Il tutto condito da una passione pura, vera e intensa per la musica dal vivo.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci qui il tuo nome