Venerdì 14 settembre ore 19 un seminario a ingresso libero approfondirà come i testi pirandelliani siano stati ripresi dal cinema mettendo a confronto la scrittura letteraria e teatrale con quella cinematografica allo scopo di evidenziare differenze a affinità
Già dal 1913 l’ interesse di Luigi Pirandello per il cinema è molto vivo perchè il suo sguardo di acuto indagatore della realtà vede nel nuovo strumento un’ occasione straordinaria per arricchire la conoscenza del mondo. La sua frequentazione dei teatri di posa della Cines e della Film d’Arte Italiana, i cui capannoni sorgono a due passi dalla sua abitazione romana di via Alessandro Torlonia, è molto assidua. Pirandello inizia a collaborare alla realizzazione di vari film tratti dalla sue opere affascinato dalle potenzialità della cinepresa a differenza di altri suoi colleghi letterari che vedono nel cinema solo un facile guadagno. Uno dei soggetti più fortunati del commediografo è Il fu Mattia Pascal, con tre versioni cinematografiche, la prima del 1925 alla quale Pirandello darà il suo assenso; la seconda diretta dal regista francese Marcel L’ Herbier e la terza del 1985 Le due vite di Mattia Pascal (venerdì 21 settembre ore 21) di Mario Monicelli con Marcello Mastroianni. Analoga sorte avrà Enrico IV (venerdì 14 ore 21,15), girato nel 1925 da Amleto Palermi, da Giorgio Pastina nel 1943 e da Marco Bellocchio nel 1984. Anche Mario Camerini trasporta sul grande schermo nel 1936 una sua commedia, Ma non è una cosa seria (sabato 15 ore 17), interpretata da Vittorio De Sica, Elsa De Giorgi, Assia Noris, ritratto di un giovanotto di poca serietà che dovrà imparare a crescere. Nel 1964 è Alessandro Blasetti, l’ autore di Liolà (giovedì 20 ore 17), storia di un seduttore incallito (Ugo Tognazzi), venditore di elettrodomestici in giro per la Sicilia e nel 1984 anche i fratelli Paolo e Vittorio Taviani si cimentano con Pirandello in Kaos (sabato 15 ore 15), quattro vicende ambientate nella campagna povera e ignorante e nel 1998 con Tu ridi (lunedì 17 ore 17) tornano a un test di Pirandello dirigendo Antonio Albanese nel ruolo di un ex baritono che è costretto a lavorare come impiegato all’ Opera nella Roma degli anni Trenta.







































