È con immensa tristezza che leggo della morte di Goran Kuzminac, grande chitarrista, splendida persona, amico vero. Maestro del fingerpicking aveva vissuto per lungo tempo tra Padova, Trento e il trevigiano per poi spostarsi al centro Italia con la sua macchina scassata, una portiera che si apriva e chiudeva con uno spago, con cui girava il paese.
Il Festivalbar di Salvetti ne aveva fatto una star grazie al suo primo successo “pop” Stasera l’aria è fresca. Lo ricordo assalito da ragazzine a Verona, mentre pranzava all’aperto in piazza Bra con Ivan Graziani, e lui a indicare ai cacciatori d’autografi che c’era anche Ivan, ma loro niente volevano Goran mentre il povero Ivan si accucciava intristito con l’aria da cocker.
Quella canzone è stata un po’ la sua maledizione, per decenni, destinata a coprire il resto della sua delicata e poetica produzione e il talento chitarristico. Sempre disponibile per iniziative amichevoli e benefiche aveva imparato a vivere ai margini del mondo musicale traendone comunque le sue soddisfazioni. Un pensiero affettuoso.





































