Ringo Starr e Love Me Do. Storia di amore e odio

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Foto di Dezo Hoffman

Era il 5 ottobre del 1962 quando l’Inghilterra, ma in particolare Liverpool, trovò nei loro record store il primo 45 giri di una band che avrebbe cambiato per sempre la storia della musica: i Beatles. 57 anni fa infatti, con Love Me Do/ P.S. I love you, iniziava la carriera discografica della più grande band della storia.

La genesi di Love Me Do, e in particolare la sua registrazione, ha segnato le sorti del gruppo: il brano fu composto nel 1958 da Paul McCartney con l’aiuto di Lennon che scrisse il middle eight. Si può considerare perciò come una delle primissime, se non addirittura la prima, collaborazione tra i due.

Love Me Do fu anche uno dei brani registrati il 6 giugno del 1962 dai Beatles agli studi di Abbey Road davanti a George Martin, durante il loro primo provino agli Studios. La loro performance non fu ottima, ma Martin decise lo stesso di dar loro una possibilità: «Ho visto molti gruppi fare questo genere di test – disse – ma questo… c’è qualcosa di speciale in loro. Non so dire cosa, ma c’è qualcosa».

Tornarono agli Abbey Road Studios il 4 settembre con Ringo Starr alla batteria (che entrò nella band il 18 agosto) per una sessione di registrazione pomeridiana. George Martin aveva pronto per loro How do you do it, brano scritto da Mitch Murray e registrato da Barry Mason and the Dave Clark Five all’inizio dell’anno. Nella testa del loro produttore quella canzone era perfetta per la band ed un numero 1 in classifica.
«[George Martin] sapeva che era una canzone da primo posto in classifica – disse Paul McCartney – così ci diede questa demo. Noi la prendemmo chiedendoci: “Cosa ci facciamo con questo? Lui è il nostro produttore, e questo è quel che vuole che facciamo. A noi tocca impararlo ed eseguirlo”. E così facemmo, ma il brano non ci convinceva, così siamo tornati da George e gli abbiamo detto: “Guarda, questo può essere anche un numero 1, ma non vogliamo fare una canzone di questo genere, non vogliamo avere questa reputazione. Noi vogliamo fare qualcosa di diverso”. Lo dicemmo facendogli capire bene le nostre intenzioni e lui capì».

Quella sera i Beatles registrarono 15 take di Love Me Do, che però non soddisfarono totalmente George Martin che fissò una nuova seduta di registrazione per la settimana successiva, questa volta con un nuovo batterista: Andy White, relegango (ed umiliando) Ringo a suonare le maracas in P.S. I Love You ed il tamburello in Love Me Do. Inutile dire che ci rimase malissimo, tanto che per anni avrebbe avuto difficoltà a rapportarsi con George Martin e che, a lungo, gli ha rinfacciato (in maniera ironica) l’affronto subito. In quel momento infatti Ringo temette che, da lì a poco, avrebbe fatto la fine di Pete Best. Dopo aver registrato 10 take di PS I Love You e 18 di Love Me Do conclusero la sessione ed iniziò il pressing del disco.

Ma la “saga” di Love Me Do non si è conclusa con la pubblicazione del disco: per errore infatti sul 45 giri finì la versione di Ringo Starr del 4 settembre, cosa che obbligò la EMI a ritirare le copie sul mercato ed a ristampare il disco. Inoltre, per vent’anni, fu usata la versione di Andy White perchè i nastri originali di Ringo erano andati perduti. Furono ritrovati in occasione del ventesimo anniversario del brano, nel 1982.

Ma Ringo si prese la sua personale “rivincita” nel 1998 quando, nel suo album da solista Vertical Man, fece una cover proprio di Love Me Do.

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Mattia Luconi
Di origini torinesi, ma trapiantato ormai da diversi anni in quella magnifica terra che ha dato i natali ai più grandi musicisti italiani, l'Emilia. Idealista e sognatore per natura, con una spiccata sindrome di Peter Pan e con un grande amore che spazia dal Brit rock passando per quello a stelle e strisce, fino ai grandi interpreti italiani. Il tutto condito da una passione pura, vera e intensa per la musica dal vivo.

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