22 luglio

Storia del massacro di Utoya, dei sopravvissuti e del processo che ne seguì

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22 luglio
di Paul Greengrass
con Jonas Strand Gravli, Anders Danielsen Lie, Jon Øigarden, Lars Arentz-Hansen, Tommy Hyving
Voto 7

Il 22 luglio 2011 Anders Breivik, vestito da poliziotto e armato come un soldato, fece esplodere mezza tonnellata di esplosivo in strada sotto gli uffici governativi di Oslo, poi si spostò sull’isola di Utoya, dove si radunavano per un campeggio i giovani laburisti e cominciò a fare il tiro a segno sui ragazzi disarmati. Breivik quel giorno uccise 77 persone e volle andare in processo con un avvocato progressista per potersi definire prima incapace di intendere e di volere e poi cavaliere templare e primo di una serie di soldati nati per combattere il multiculturalismo, l’invasione degli stranieri, i marxisti e i futuri leader borghesi. Venne ovviamente disconosciuto anche dalla destra xenofoba e forcaiola. Oggi si lamenta del vitto del carcere norvegese che lo ospita. Il film di Paul Greengrass (regista di alcuni Jason Bourne e di United 93 , il volo in cui l’11 settembre i passeggeri contrastarono i terroristi) è ricavato dal libro Uno di noi – La storia di Anders Breivik di Arne Seierstad, e racconta i fatti come si sono svolti, li drammatizza appena, segue il percorso di recupero doloroso di uno dei moltissimi che rimasero feriti e soprattutto le fasi del dibattito processuale. È il genere di film paratelevisivo (già su Netflix in contemporanea alla sala) che sembra aggiungere poco a quanto la cronaca ha detto, ma è secco e dettagliato,  utile a chi era troppo giovane sette anni fa per ricordare e per rabbrividire confrontando  le idee di Breivik con quelle di alcuni governi in Europa.

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Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori

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