24’ attore il 19 ottobre scorso è stato ricevuto dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella a cui ha donato una copia del film in DVD autografato
Era molto amato nell’ Unione Sovietica Giuseppe De Santis proprio per Italiani brava gente, film diretto nel 1964, che racconta le vicende di un reggimento sul fronte orientale in Russia comandato dal colonnello Sermonti, valoroso, ma umano con i suoi soldati (Andrea Checchi). Costretti a combattere una guerra che non capiscono, nel freddo, nella fatica e spaventati dalla violenza degli alleati tedeschi e del battaglione delle camicie nere inflitta alla popolazione locale, i nostri militari, romani, veneti, toscani, siciliani, napoletani, pur non dimostrandosi codardi di fronte al nemico, quasi fraternizzano con i russi pronti a morire per la loro terra. In una sequenza di grande impatto emotivo i soldati italiani guardano con ammirazione i prigionieri sovietici, uomini e donne, che si alzano in piedi cantando l’Internazionale, nonostante le minaccia del comandante delle truppe tedesche. Poi arriverà il terribile inverno che porterà alla distruzione l’Armata degli invasori. Raffaele Pisu nei panni di Libero, un idraulico romano, Riccardo Cucciolla in quelli di Giuseppe, un muratore idealista di Cerignola nelle Puglie e Andrea Checchi, il comandante dei nostri soldati, sono gli interpreti principali della pellicola affiancati dagli attori americani Arthur Kennedy, un maggiore fascista imboscato e dallo sconosciuto all’ epoca, Peter Falk, il tenente medico napoletano Mario Salvioni, che cadrà sotto il fuoco tedesco, mentre si reca a curare un partigiano russo ferito. Girato con mezzi consistenti forniti dalle autorità sovietiche e con le musiche suggestive di Armando Trovajoli, il film ottiene un successo clamoroso in Unione Sovietica tanto da trasformare De Santis in una sorta di divo per le platee cinematografiche, ospite fisso ad ogni edizione del Festival di Mosca, dove viene sempre trattato con tutti gli onori. Si racconta che nel luglio 1987 perfino Robert De Niro, presidente della Giuria del Festival, in pratica è quasi ignorato dal pubblico concentrato a chiedere autografi al nostro regista. Italiani brava gente, realizzato grazie alle testimonianze di giornalisti e scrittori, descrive molto meglio del propagandistico L’ uomo della croce, 1943, di Roberto Rossellini, la tragica odissea del nostro Corpo di spedizione italiano, l’Armir, mandato a morire nel gelo sovietico per la vanagloria di Mussolini. La pellicola, girata durante il periodo del disgelo voluto da Kusciov, ha potuto godere del clima di fratellanza e di amicizia tra i popoli che ha caratterizzato la politica estera sovietica di quel periodo.







































