Una vetrina internazionale del cinema documentario e della ricerca che il prossimo anno festeggerà la quarantesima edizione
Il 19 e 29 giugno 1980 al cinema Cristallo di via Castelbarco a Milano un gruppo di giovani cineasti si ritrovano per confrontarsi guardando le loro opere. la nascita di Film Maker (poi Filmmaker), rassegna del cinema indipendente voluta da Radio Popolare e dall’ Assessorato Cultura della Provincia guidato da Novella Sansoni. Dopo trentanove edizioni l’iniziativa è più che mai attuale e anche quest’ anno nelle sue sette sezioni proporrà 82 titoli di cui 16 in anteprima assoluta e 11 in anteprima italiana. L’ apertura è affidata a Frederick Wiseman, già vincitore dell’edizione 2015, autore di Monrovia, Indiana, un affresco della vita americana rurale ambientato in un paese di poco più di mille abitanti. Il Concorso Internazionale propone quest’anno 9 film firmati tanto da giovani autori quanto da nomi di primo piano del panorama cinematografico internazionale come Ruth Beckermann, regista di Waldheims Walzer, film incentrato sulla figura di Kurt Waldheim, a lungo Segretario generale dell’ONU, poi Presidente dell’Austria tra le polemiche per il suo passato nell’ esercito nazista. Uomo politico che ha incarnato le difficoltà del paese nel rimuovere il suo passato vissuto nel Terzo Reich. Tra gli altri registi presenti si segnalano Claire Simon autrice di Premiére solitudes, pellicola ambientata nel liceo Romain Rolland di Ivry, un sobborgo di Parigi, tra i ragazzi e le ragazze del penultimo anno, che vivono tra l’adolescenza e l’ingresso ufficiale nell’ età adulta e Alexandra Gerbaulet di cui si vedrà Die Schläferin, la reale tragica vicenda di una donna della Bassa Sassonia assassina del marito. Nella sezione Fuori Concorso sono in cartellone Gli anni di Sara Fgaier dall’omonimo romanzo di Annie Ernaux; Storia dal qui di Elena Mastropietro, un viaggio alla radici familiari della regista; Malo tempo di Tommaso Perfetti, la storia di un ragazzo agli arresti domiciliari che fa passare la noia immaginando la sua vita di uomo libero; Città giardino di Marco Piccaredda, sei adolescenti africani rimasti bloccati nell’assolata estate siciliana nel centro per immigrati nella disperata attesa di un visto che non arriverà mai. Da non perdere l’iniziativa Carta bianca a Luca Guadagnino, il più internazionale dei nostri autori contemporanei, che parlerà delle origini della sua formazione non solo cinematografica. I suoi registi di riferimento sono stati Roberto Rossellini e Peter Del Monte. Del primo si potranno rivedere Europa 51 (1952); Viaggio in Italia (1954); La Paura (1954) e del secondo Piso pisello (1981); Piccoli fuochi (1985); Compagna di viaggio. La chiusura del festival è affidata sabato 24 novembre al film Chaco di Daniele Incalcaterra e Fausta Quattrini, un episodio vissuto dallo stesso Incalcaterra, che dopo aver ricevuto in eredità dal padre 5000 ettari di terra nel Chaco paraguayano, decide di restituirla ai Guaraní, i popoli originari “vampirizzati” nei secoli dal latifondo e dalla deforestazione.







































