Ritorna al suo antico splendore, grazie al Cinema Ritrovato della Cineteca di Bologna, l’opera filmica incentrata sulla ricerca della salvezza dell’uomo
Nel 1500 Antonius Block (Max von Sydow), un crociato svedese che ha combattuto dieci anni in Terra Santa, torna finalmente nel suo paese. Durante il viaggio di ritorno nel suo castello in Svezia, dove lo aspetta la moglie fedele, il cavaliere incontra la Morte (Bengt Ekerot) che gli comunica l’imminenza nel suo passaggio nel mondo dei più. Block vorrebbe prima di andarsene superare la sua crisi spirituale che lo ha portato a perdere parte della sua fede. Per guadagnare tempo propone alla Grande Falciatrice una partita a scacchi, mentre la pestilenza distrugge i villaggi e la religione non può confortare il popolo. Durante il viaggio il cavaliere incontra anche una famiglia di attori girovaghi che vive serena e con semplicità di animo. Al castello la partita inizia, ma il nobile la perde riuscendo però a salvare dalla morte i due attori e il loro bambino. Bergman utilizza il Medioevo come metafora per raccontare le difficoltà della società contemporanea, i suoi turbamenti e smarrimenti. Il film celebre anche per le sue immagini, le più famose della storia del cinema, è una macabra allegoria costruita con l’ausilio della pittura fiamminga (i quadri di Albrecht Dürer), che si è aggiudicata numerosi premi internazionali tra i quali il Premio speciale della Giuria al Festival di Cannes 1957; il Gran Prix 1958 dell’Académie du Cinéma; il Nastro d’ Argento 1960 per il miglior film straniero; il Labaro d’ oro al Festival di Valladolid, 1960. L’ eccellente fotografia in bianco e nero, l’apparato scenografico e l’atmosfera angosciante e misteriosa, fanno di Il settimo sigillo uno dei film indimenticabili e amati dal pubblico di tutto il mondo.







































