Non è colpa di Sfera nè dei suoi testi: ogni generazione ha la sua musica, i suoi miti, le sue trasgressioni

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PREMESSA IMPORTANTE: ovviamente quello che è successo a Corinaldo non è colpa di Sfera ebbasta nè delle sue canzoni.
Poteva succedere dovunque, a qualunque concerto di qualsiasi artista come in contesti diversi: è successo in Piazza San Carlo a Torino per la finale di Champions ed è successo pure ad un concerto di Elisa, quindi l’artista ovviamente non c’entra nulla.

Vedo un po’ sparsi qua e là post che riprendono testi di Sfera ebbasta dicendo che è colpa dei genitori se i figli ascoltano certa roba.
Sono d’accordo col fatto che alcuni testi siano sessisti o inneggino all’utilizzo di droghe, ma le canzoni che ascoltavamo noi, quelle cantate dai nostri miti dell’epoca, erano poi migliori?

I nostri miti musicali dicevano cose simili, se non peggiori, pensando poi anche alla vita che conducevano…
Il Brown Sugar dei Rolling Stones era, ovviamente, l’eroina.
I Doors cantavano “fuck the mother, kill the father”.
I Queen “Tie your mother down”.
I Guns n’ Roses “I used to love her but I had to kill her”.
Per non parlare poi di “Smack my bitch up” dei Prodigy.
E di questi esempi ce ne sono a miliardi nella musica degli anni ’70-’80-’90.
E che dire dei rapper americani, i famosi gangsta, che arrivavano perfino a fare guerre tra bande e sparatorie (vere, non cantate)?
Il fatto che cantassero in inglese e che noi, mediamente, non capivamo le parole non è una scusante, perchè ovviamente gli anglofoni i testi di quelle canzoni li capivano eccome.

Tra l’altro i nostri più grandi miti musicali fanno parte di quel club dei 27, ovvero morti a soli 27 anni per droghe o eccessi vari (Brian Jones, Jimi Hendrix, Janis Joplin, Jim Morrison, Kurt Cobain e, più recentemente, Amy Winehouse).

Se guardiamo alla musica di casa nostra, quella con cui sono cresciuto io e gran parte dei miei amici, persino lo stesso Vasco negli anni ’80 era esattamente dentro quel mood di ribellione e trasgressione dell’epoca (e quanto ci siamo indignati anche noi alla famosa critica benpensante di Nantas Salvalaggio che lo definiva “un drogato, un ebete un po’ bruttino, malfermo sulle gambe”?).
Ma cose tipo “è andata a casa con il negro, la troia”, “non ci bastano le solite emozioni, vogliamo bruciare”, “non importa se la vita sarà breve, vogliamo godere godere godere”, “ieri ho sgozzato mio figlio, credevo fosse un coniglio”, “cento gocce di valium per dormire del tutto, e domani mattina non svegliarsi neanche”, “quelli che poi muoiono presto, quelli che però è lo stesso”, “con le mie mani tra le gambe diventerai più grande”, ecc ecc… non mi sembrano esattamente frasi da Zecchino d’oro.
E consideriamo anche il fatto che oggi sono molto più sdoganate la volgarità e l’eccesso rispetto a 35 anni fa, quando in Italia la censura era ancora molto molto presente e pressante.

In sostanza, ogni generazione pensa che la musica della propria adolescenza sia la migliore e che quella che c’era prima faccia cagare, e fa lo stesso crescendo, continuando a pensare che la musica che ascoltava lui fosse la migliore e quella di oggi sia sempre peggio.
Io non faccio eccezione, non ascolto la trap e non ascolto la radio in generale, quindi non conosco nulla delle nuove tendenze e di quello che ascoltano i giovani d’oggi, ma giudicare un cantante in base a un testo è un esercizio sciocco.
Allora, per esempio, togliamo dal commercio Lolita di Nabokov oppure Bukowski, Baudelaire e tutti i poeti maledetti, tutta l’arte provocatoria e blasfema che esiste al mondo perchè trasmette dei messaggi sbagliati o, appunto, provocatori.
Piuttosto che sulla sconcezza dei testi (che nella storia della musica sono una normalità, specie in alcuni generi musicali), mi fermerei sulla qualità infima della produzione musicale.
E allora sì, lì bisogna dire che Sfera ebbasta fa davvero cagare.

1 COMMENTO

  1. Mi stupisco tu non abbia citato anche il De Andrè de “Il gorilla” o il Dalla di “Disperato erotico stomp”. Avrei riso di più. Peccato.

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