“Figurati l’amore”: l’esordio da solista di Mox

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Mox

È appena uscito il suo primo album da solista, Figurati l’amore, un titolo tra il consiglio e l’interiezione: lui è Mox, al secolo Marco Santoro, reduce da una lunga esperienza con i Jonny Blitz e da settembre 2018 in ballo con una nuova carriera solista.

Dopo aver pubblicato 3 singoli (San Lorenzo, Lacci, Ad maiora) con cui ha riscosso un buon successo di pubblico, Mox ci presenta il suo album che, come da titolo, tratta uno dei temi più cantati di tutti i tempi.

Il suo Figurati l’amore è frutto di un lavoro di un anno e la scelta del titolo è volutamente a libera interpretazione: “È un verso del ritornello di Mara, la canzone più potente dell’intero disco, quella che ne racchiude tutto il sapore delle nuove tracce”, ci dice l’autore stesso che ha scelto di lavorare da solo a questo album per raccontare la propria storia (finita male) e metterci più autobiografia possibile all’interno.

L’esperienza con la band è evidente nei suoi arrangiamenti, che seppur meno contaminati, strizzano l’occhio al brit pop, ma con quell’inevitabile presenza di cantautorato italiano, evidente anche nel sapiente utilizzo delle parole. Dopotutto Mox non fa mistero di essere un grande amante della musica italiana, da Battisti ai Tre Allegri Ragazzi Morti. “Mi piace la musica suonata e cantata, da questo questo punto di vista forse sono vecchia scuola, trovo che si sia abusato di una particolare sonorità o arrangiamento. Io ho rispettato la mia natura di chitarrista, forse quello che propongo suona diverso, ma è tale perché è tutto suonato dall’inizio alla fine e questo manca da un sacco di anni.”

A guardarlo sembra uscito da un fumetto di Andrea Pazienza e il suo nome, in un certo senso, viene proprio da quel mondo lì: “Ho frequentato una scuola d’illustrazioni. Volevo fare il writer. Quando disegni sui muri ti firmi sempre con un nickname e il mio era questo che poi mi è rimasto addosso, perché Marco è veramente un nome troppo inflazionato.”

Nonostante la sua passione per la grafica e il disegno alla lasciato spazio alla creatività altrui per dar vita ad una copertina dal gusto retrò: “Mi piace lavorare con persone di talento e spero dare spazio alle visioni esterne rispetto alla mia. Per questo mi piace coinvolgere persone nuove in ogni progetto e in questo caso la copertina la trovo riuscita e aderente alla mia idea. Questa cosa un po’ vintage del quadro nella busta di plastica (anzi speriamo che le buste diventino vintage davvero e non si usino più) ha un duplice significato per come la vedo io: nella busta può esserci qualcosa di nuovo o qualcosa che vuoi buttare via. L’ho trovata davvero una bella idea”.

L’album è stato presentato il 7 dicembre al Monk a Roma. Mox sarà il 14 dicembre a Milano al Circolo Ohibò e il 20 dicembre a Fucecchio (FI) al Limonaia Club

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Claudia D'Agnone
Nata a Foggia in un’estate di notti magiche in cui si inseguivano goal, a 19 anni parte prima alla volta di Roma per poi approdare a Milano. Ha iniziato a 20 anni a collaborare con riviste cartacee o web scrivendo principalmente di musica e spettacolo. Parla tanto, canta, suona (male), insomma pratica qualunque attività fastidiosa vi venga in mente. Per evitare di snervare eccessivamente chi le è vicino si è “sfogata” al microfono collaborando con alcune radio web e locali. Medaglia olimpica di stage non retribuiti.

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