L’hard rock targato 70 dei romani Strada Maestra

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Strada Maestra

È bello ascoltare musica suonata con passione. Questo album lo hanno realizzato gli Strada Maestra di Max Smeraldi (chitarra) e Freddy Rising (voce solista). Testi rigorosamente in italiano propongono un rock dai tratti serrati senza trascurare la matrice mediterranea, quindi con una melodia delle liriche che rende apprezzabile ogni brano.
Al disco partecipano ovviamente altri musicisti, Luca Federici alla batteria, Emiliano Laglia al basso, Eric Corrado alle tastiere, Fabio Lanciotti chitarre ritmiche e tastiere e Daniele Zangara alle percussioni. Un album come se ne facevano un tempo, quando si passavano ore e ore ad ascoltare musica, informarsi sulle riviste musicali. Altra epoca, certo, infatti nessuna relazione appare possibile con quello che scatena l’entusiasmo delle nuove generazioni, divise tra interesse per i talent o per l’ultimo trapper che promette esagerazioni a buon mercato. In copertina i due protagonisti appaiono fermi ad un’improbabile fermata bus, attorno un paesaggio arido, pronti a metterci in moto e macinare chilometri pur di trovare un posto dove poter suonare e dare una senso alla propria vita. E’ questa una frase che viene ripetuta in ben due brani dell’album.
A Freddy Rising abbiamo chiesto se è stato difficile coniugare le liriche con la musica d’impatto rock?
«Sì, per certi versi, perché il rock non si abbina facilmente con l’italiano, ma ci ho lavorato per almeno sei mesi, cercando di uscire dal contesto banale e inserire storie che avessero un senso. E’ stata una sfida che spero giudicherete positivamente. In passato i gruppi del pop italiano anni Settanta hanno scelto di ispirarsi a testi consacrati come La Bibbia o a Hegel. Lo ha fatto il Rovescio della Medaglia, un gruppo ancora oggi in attività grazie al chitarrista Enzo Vita. Con lui ci si incontra volentieri in quel di Roma e qualche volta ci scappa di esibirci insieme». 

A proposito di Roma, l’album inizia con Stramaledetta città.Ti riferivi alla capitale?
Purtroppo sì, noi che ci abitiamo vorremmo scappare. Così amata e tanto odiata la nostra città E’ sempre stata governata male, troppo caos e ogni volta che devi raggiungere un luogo lo devi ben pianificare perché non sai in quanto tempo ci puoi arrivare. La Roma capitale, con i suoi vizi e i suoi difetti, l’ha descritta bene Sorrentino nel suo film «La grande bellezza». 

Tornando al disco, tutti i brani hanno un impatto rock che lascia trasparire il fatto che siete abituati a suonare dal vivo. Il chitarrista Smeraldi è un personaggio d’altri tempi…
Smeraldi ha una lunga storia di session in svariati gruppi, tra gli altri con il Banco del Mutuo Soccorso e gli Alter Ego. Il brano finale dell’album è uno strumentale di sua composizione. In merito al genere che facciamo si inserisce nel filone dell’hard rock, quello dei Black Sabbath, Deep Purple, ma soprattutto Rainbow, Malmsteen e Whitesnake. Va però detto che sono anche interessato al Blues, ai Led Zeppelin, ho inciso qualche singolo in tal senso, mentre come cantanti, tra gli altri ho tanto amato Gary Moore.

Ci siamo conosciuti a Roma, alla presentazione del mio libro Anni 70 Generazione Rock, ma a quei tempi eri ancora ragazzo, come ti sei appassionato a quella musica?
Avevo 14 anni quando andai a sentire i Colosseum e poi i Van Der Graaf Generator, mentre i Weather Report li ho visti ben due volte, con Jaco Pastorius, e non mi sono perso Frank Zappa. Era un tipo di musica che non potevi evitare. E mi è rimasto dentro quel mondo musicale. Ho scelto il genere hard rock per esprimermi, ho anche fatto parte dei Martiria, una band di epic metal. 

Giordano Casiraghi
Nato in Lombardia, prime collaborazioni con Radio Montevecchia e Re Nudo. Negli anni 70 organizza rassegne musicali al Teatrino Villa Reale di Monza. È produttore discografico degli album di Bambi Fossati e Garybaldi e della collana di musica strumentale Desert Rain. Collabora per un decennio coi mensili Alta Fedeltà e Tutto Musica. Partecipa al Dizionario Pop Rock Zanichelli edizioni 2013-2014-2015. È autore dei libri Anni 70 Generazione Rock (Editori Riuniti, 2005 - Arcana, 2018) e Che musica a Milano (Zona editore, 2014).

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