A Londra si fa la storia. Paul McCartney, Ringo Starr e Ronnie Wood insieme sul palco

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dal profilo Instagram di Paul McCartney

Storia. Con la S maiuscola. Questa sera all’O2 Arena di Londra si è fatta la storia. Non ci sono molti giri di parole. Quando due Beatles salgono sul palco per suonare insieme avviene necessariamente qualcosa di magico che rimane impresso nella memoria di tutti, ma se a quel mix aggiungi anche un rocker come Ronnie Wood (dai Rolling Stones), allora hai tutti gli ingredienti per passare direttamente alla leggenda.

Si è chiusa questa sera la leg Europea del Freshen Up Tour di Paul McCartney e non poteva finire in maniera migliore. L’O2 Arena è un gioiello architettonico, un posto perfetto per accogliere artisti di questo calibro, e per l’occasione si è messa in ghingheri per accogliere il suo artista prediletto. Sono le 20 (e qualche minuto) quando i 20.000 spettatori si alzano in piedi per accogliere Paul McCartney che, come consuetudine, inizia il concerto sulle note di A Hard Day’s Night.

La scaletta è la stessa proposta a Liverpool quattro giorni fa (QUI il nostro racconto), Paul arriva all’appuntamento londinese più “tirato”, davanti ad un pubblico molto diverso rispetto a quello di casa sua: un po’ più impostato e meno caloroso, ma che sa fare il suo dovere. Così salta e si emoziona quando torna indietro di 50 anni con All My Loving, applaude (non troppo convinto) le canzoni del nuovo album Who Cares e Come on to me, ma soprattutto esplode nei vari tributi fatti a George Martin, George Harrison e, ovviamente, John Lennon.

Il finale, come sempre, è intenso e struggente. Quanti sono gli artisti che possono mettere in scaletta, consecutivamente, Band On the Run, Back in the USSR, Let it Be, Live and Let Die e Hey Jude? Ma quando sembra che l’abbraccio finale sia così intenso che la serata non debba dire altro, arrivano i bis e lì avviene uno show a parte. A essere sinceri Paul l’aveva annunciato: «Questa è l’ultima data del tour – ha detto a inizio concerto – e vogliamo festeggiare in qualche modo». E festa è stata, dopo Birthday e Wonderful Christmastime ha accolto sul palco Ronnie Wood e Ringo Starr per suonare insieme Get Back. Se negli ultimi anni le collaborazioni (anche dal vivo) tra Ringo e Paul sono aumentate, era dal 2002 che i due non si esibivano insieme in Inghilterra, che tra l’altro è stata l’unica volta che è accaduto dallo scioglimento dei Beatles.

Commentare una serata come questa è difficile perchè porta con se un insieme di valori e aneddoti che non basterebbe un libro a raccogliergli tutti. Forse questo concerto si può racchiudere nelle parole dell’ultima canzone incisa dai Beatles, The End appunto: «And in the end / The love you take / Is equal to the love you make». E questa sera c’è stato molto amore.

SCALETTA:
1. A Hard Day’s Night
2. Junior’s Farm
3. All My Loving
4. Letting Go
5. Who Cares
6. Got to Get You Into My Life
7. Come OnTo Me
8. Let Me Roll It
9. I’ve Got a Feeling
10. Let ‘Em In
11. My Valentine
12. Nineteen Hundred and Eighty-Five
13. Maybe I’m Amazed
14. I’ve Just Seen a Face
15. In Spite of All the Danger
16. From Me to You
17. Dance Tonight
18. Love Me Do
19. Blackbird
20. Here Today
21. Queenie Eye
22. Lady Madonna
23. Eleanor Rigby
24. Fuh You
25. Being for the Benefit of Mr. Kite!
26. Something
27. Ob-La-Di, Ob-La-Da
28. Band on the Run
29. Back in the U.S.S.R.
30. Let It Be
31. Live and Let Die
32. Hey Jude

BIS
33. Birthday
34. Wonderful Christmastime
35. Get Back (con Ringo Starr e Ronnie Wood)
36. Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band (Reprise)
37. Helter Skelter
38. Golden Slumbers
39. Carry That Weight
40. The End

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Mattia Luconi
Di origini torinesi, ma trapiantato ormai da diversi anni in quella magnifica terra che ha dato i natali ai più grandi musicisti italiani, l'Emilia. Idealista e sognatore per natura, con una spiccata sindrome di Peter Pan e con un grande amore che spazia dal Brit rock passando per quello a stelle e strisce, fino ai grandi interpreti italiani. Il tutto condito da una passione pura, vera e intensa per la musica dal vivo.

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