Venerdì 21 alle ore 20,30 serata in ricordo del cineasta moderata da Steve Della Casa nel corso della quale verrà consegnato a Joana Ginori il Premio Luciano Martino- Targa d’ oro al Giovane Produttore Creativo
Il 22 dicembre 2013 moriva in Kenia Luciano Martino all’ età di 79 anni. Produttore cinematografico e regista nato a Napoli, nipote di Gennaro Righelli, attore, sceneggiatore e regista all’ epoca del muto, tra gli anni Sessanta e gli anni Settanta ha legato il suo nome al cinema di genere, dal peplum ai poliziotteschi fino alla commedia sexy contribuendo a lanciare attori come Lino Banfi, Alvaro Vitali, Pippo Franco, Renzo Montagnani; icone sexy quali Barbara Bouchet, Nadia Cassini e Gloria Guida e soprattutto il fenomeno Edvige Fenech sua compagna anche nella vita per molto tempo. Formatosi come sceneggiatore grazie alla sua fervida fantasia, tra il 1955 e il 1963 è autore di copioni di prestigio come La finestra sul luna park (venerdì 21 dicembre ore 21,00) di Luigi Comencini del 1957; Giovani mariti (giovedì 20 dicembre ore 18,45) del 1958 di Mauro Bolognini con cui vince il premio per la migliore sceneggiatura al Festival di Cannes; La ragazza in vetrina (sabato 22 ore 16,30) di Luciano Emmer e Il colosso di Rodi (sabato 22 venerdì ore 16,30) del 1961. Da regista firma il primo film nel 1965 Le spie uccidono a Beirut, mentre del 1977 è il film culto La vergine, il toro e il capricorno (sabato 22 ore 2025) del 1977 con Alberto Lionello e Edvige Fenech. Nel 1990 si concede anche un’opera autoriale, il dramma Nel giardino delle rose (sabato 22 ore 19) con Ottavia Piccolo, Massimo Ghini e Barbara De Rossi, storia di Claudio che in occasione del viaggio per far visita alla madre morente, fa un bilancio della sua vita. Artigiano capace di riempire le sale cinematografiche con i film da lui prodotti e in massima parte diretti dal fratello Sergio, Martino è uno degli idoli di Quentin Tarantino, che nella sua casa di Los Angeles ha più volte organizzato per gli amici delle retrospettive dedicate ai due fratelli Sergio e Luciano. Le sue commedie scollacciate, che in quegli anni venivano considerate scandalose, oggi circolano regolarmente in internet e ci ricordano quanto il comune senso del pudore cambi radicalmente insieme al nostro mondo.






































