Sanremo Giovani: i Deschema, band rock senese vincitrice di Area Sanremo.

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Deschema

Tra i vincitori di Area Sanremo, accedono di diritto a Sanremo Giovani i Deschema, band rock senese composta dal cantante e tastierista Gianluca Polvere, dai chitarristi Nicola Facco e Giulio Cappelli, dal bassista Emilio Goracci e dal batterista Massimiliano Manetti. Il brano con cui si presentano si intitola Cristallo, scritto dalla band con la partecipazione del giovane cantautore campano Marco Abete.

Da dove nasce  il nome Deschema?
Nasce dall’esigenza di rompere gli schemi con il passato. Siamo nati come gruppo rock, poi con il tempo abbiamo deciso di sperimentare anche delle sonorità elettroniche che sono diventate parti integranti del nostro gruppo.

Che opportunità è Sanremo Giovani?
Per noi è un’emozione unica, Sanremo è un’istituzione. Non vediamo l’ora di portare la nostra energia sul palco del Casinò di Sanremo.

Ci parlate del brano che presentate, Cristallo?
Parla dei momenti di fragilità, di vulnerabilità che avvertiamo nel corso della vita. Mediante il pezzo vogliamo spronare un’ipotetica persona che sta attraversando un periodo difficile a non arrendersi, ma a rialzarsi. Abbiamo utilizzato l’immagine del cristallo perché era un’immagine chiara, semplice, all’apparenza senza difetti, ma che in realtà può nascondere delle crepe, usando quindi l’idea della fragilità e della purezza insieme.

Da quanto tempo suonate insieme?
Siamo amici da molti anni, da prima di formare il gruppo. Abbiamo iniziato a suonare insieme nel 2008, anche se non eravamo ancora i “Deschema”, perché avevamo voglia di suonare e migliorarci. Poi il discorso si è evoluto nel tempo e alla fine del 2016 abbiamo deciso di cambiare nome e trovare un’identità più matura.

I vostri riferimenti musicali?
Come artisti italiani sicuramente i Subsonica, anche perché il nostro genere è un rock – pop elettronico, e loro in questo ambito sono un punto di riferimento da più di vent’anni. Ci ricordiamo anche della loro performance a Sanremo del 2000, che ha segnato un punto di svolta. Per il resto ascoltiamo veramente di tutto, qualsiasi genere. Sicuramente ci piacciono molto i synth anni ’80.

Riti scaramantici prima di salire sul palco?
Prima di ogni concerto ci ritroviamo in cerchio, mettiamo le mani una sull’altra e gridiamo:”Bella!”. Questo ci dà un po’ di carica personale.

Avete ascoltato i brani degli altri partecipanti di Sanremo Giovani? Cosa ne pensate?
Sono tutti pezzi molto validi. Sarà una bella sfida. Noi saliamo sul palco con l’intento di divertirci e portare la nostra energia, poi va come va, è già una vittoria enorme per noi essere arrivati qui.

Cosa pensate invece dell’accoppiata Pippo Baudo e Fabio Rovazzi?
Su Pippo Baudo alziamo le mani, è la storia fatta persona. Interessante poi questo accostamento con Fabio Rovazzi.

Perché dovreste arrivare a febbraio tra i Big? Perché proprio voi?Perché vogliamo arrivi la nostra “sincerità”. Forse siamo anche più “affamati” degli altri, portiamo delle sonorità fresche, e poi siamo una vera band, in tutto e per tutto: questo crediamo che si vedrà e sentirà molto bene.

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