I Nipoti di Babbo Natale. Quando la tecnologia scalda i cuori

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Chi di noi quando pensa al Natale non immagina pupazzi di neve, caminetti accesi e luci che addobbano le case a festa? Per quanto mi riguarda questi sono semplici retaggi della visione di troppi film americani, perché nel piccolo paesino arroccato sul mare della Calabria da dove vengo, la neve – e il freddo vero – non li abbiamo mai visti. Anche negli anni vissuti in altre città non ho avuto la fortuna di essere accompagnata dai fiocchi fuori dalla finestra mentre gustavo la cioccolata calda e le villette a schiera che si sfidano a colpi di tetti illuminati sono rimaste solo nei miei sogni.

Se guardiamo da più vicino e con più attenzione il Natale del nostro tempo, possiamo imbatterci più che altro nella spasmodica corsa ai regali, ne “il 24 dai tuoi e il 25 dai miei”, nelle attese e nelle file di macchine che affollano le giornate di esodo verso casa per chi studia o lavora fuori sede. E poi, certo, nel bello che c’è: i dolci, la tombola e l’albero di Natale intorno a cui riunirsi per il cenone. Perché in fondo, si, Natale è soprattutto famiglia.

Ma in un’epoca in cui siamo abituati ad andare troppo veloci per tutto (già da settimane imperversa ripetitiva la domanda “Che farai a Capodanno?”), spesso rischiamo di dimenticarlo e di perderci il fascino e la magia di questa festività.

Quest’anno a risvegliare le coscienze ci ha pensato internet. Un mezzo generalmente dedicato alla rapidità e all’immediatezza ci ha chiesto di rallentare e fermarci a pensare. E lo ha fatto grazie al progetto de I Nipoti di Babbo Natale.

L’iniziativa – che è partita da Como e pian piano sta toccando più parti d’Italia – nasce da un’idea di Katerina Neumann, una ragazza originaria della Repubblica Ceca, che ha visto un programma simile realizzarsi nel suo Paese nel Natale 2017 grazie a una radio. A metterla in pratica in Italia è stata l’associazione Un sorriso in più che si occupa da anni di volontariato e supporto ai meno fortunati.

Il sito dei Nipoti di Babbo Natale raccoglie i desideri natalizi degli anziani soli che vivono nelle case di riposo e permette a nipoti virtuali, lontani o vicini, di realizzarne uno o più di uno. Come si fa? Semplicissimo! Si seleziona il desiderio scelto, il sito mette in contatto il donatore con la casa di riposo che ospita l’anziano e si sceglie se spedire il regalo o se consegnarlo a mano al nonno adottivo. Tutto a portata di click. Insomma, basta dedicare pochi minuti del proprio tempo alla compilazione di un form per riuscire a regalare attimi di immensa e pura gioia.

Tra i desideri dei nonni ci sono le richieste più disparate e, cosa che colpisce, tremendamente semplici e poco costose. C’è chi chiede un gomitolo di lana, chi la scatola di latta dei biscotti perché “mi ricorda tanto casa mia dove ce n’era sempre una”, chi delle calze pesanti per riscaldare i piedi perché con questo freddo non riesce a camminare se non le ha addosso. Nonna Felicita (85 anni) chiede un foulard a fantasia, Nonna Giovanna di 70 anni vorrebbe ricevere per Natale una bambola e Nonno Renato, di 94 anni, sogna la visita in un museo. Qualcuno sotto l’albero vorrebbe trovare l’autografo di Gianni Morandi o la benedizione di Papa Francesco ma il desiderio più bello e più frequente è quello di “ricevere” per Natale una persona tutta per sè con cui trascorrere del tempo a chiacchierare e magari prendere un caffè.

Tanti sogni sono già stati realizzati e i gestori del sito stanno cercando di mettersi in contatto con nuove strutture sparse per l’Italia per riuscire a portare un pizzico di felicità lì dove ce n’è più bisogno. Possiamo dire, senza finte retoriche o frasi fatte, che questo progetto è riuscito a rispolverare e riscoprire il vero senso del Natale. In un mix di tenerezza e malinconia in questa iniziativa si leggono calore, semplicità, bellezza. Tutte cose che non possono e non devono mancare nel giorno più bello dell’anno. Perché in fondo Natale – come l’estate o la domenica – non ha motivi di spazio e tempo, il Natale è soprattutto uno stato d’animo.

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