Capri-Revolution

Quando nell'isola succedeva tutto prima, anche il destino dell'Europa

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Capri-Revolution 
di Mario Martone
con Marianna Fontana, Reinout Scholten van Aschat, Antonio Folletto, Gianluca Di Gennaro, Eduardo Scarpetta (II)
Voto 7/8

A Capri, ai primi del 900, il destino riserva il ruolo di crocevia di tanti ismi: soggiornano i socialisti rivoluzionari, per amore (come Lenin) o per forza, ci sono medici progressisti e insieme interventisti che fanno del loro meglio per la salute del popolo e pure auspicano i cambiamenti della prima guerra mondiale,ci sono strani antesignani degli hippie che scendono da nord e adorano il sole nudi, intrecciano ghirlande di danze come nei quadri di Cezanne, elaborano teorie del colori e dei suoni, spesso si danno al libero amore e alle medicine alternative. Si dividono ovviamente in apollinei che coltivano utopie di pace in comuni e dionisiaci che sentono l’odore del sangue e anticipano certi riti crudeli delle avanguardie. E poi ci sono i capresi, che diffidano delle medicine, del progresso, dell’arte, dei diavoli biondi e svergognati e in genere di tutto quello che non capiscono. Una pastorella inquieta in conflitto con il maschilismo della famiglia comincia a prendere il sole nuda per imitazione, poi osa avvicinare i nudisti, impara a leggere, a scrivere, a parlare inglese e a sperimentare i guai delle medicine alternative. Forse, un po’ troppo in fretta dati i tempi, ma non si sa mai: in fondo quella magia è anche nella Storia di San Michele di Axel Munte, medico, nordico, stregato dalle rovine e dal sole. Qualcosa però ci tiene all’esterno della storia. Che sia la confezione? Onore comunque a Martone e alla sua rivoluzione

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