Il giorno in cui i Beatles vennero scartati dalla Decca

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Beatles

Oggi ricorre un curioso anniversario: il 1° gennaio 1962 i Beatles fecero un provino e… furono scartati! Ovviamente col senno del poi è considerato uno dei più grandi sbagli nella storia della musica, eppure la band venne scartata dalla Decca Records perché considerata “fuori moda”.
Ma andiamo con ordine, torniamo al 1962. Al ritorno dall’avventurosa tournée ad Amburgo, Liverpool accolse i Fab Four come la grande band che aveva suonato all’estero, nella Germania che 20 anni prima l’aveva bombardata. È da lì che iniziarono le tante richieste: molti locali volevano farli suonare, molti agenti si contendevano il potenziale futuro della band, che sembrava pronta per fare un balzo decisivo. Più lesto di tutti fu Brian Epstein, che riuscì a diventare manager dei Beatles, sbaragliando la concorrenza.
Epstein, proprietario di un importante negozio di dischi a Liverpool e conoscitore del mercato e del mondo delle etichette discografiche inglesi, riuscì a far ottenere ai Beatles un’audizione per la Decca Records. E così il 1° gennaio del 1962 i Beatles, con la formazione composta da John Lennon, Paul McCartney, George Harrison e Pete Best, si recarono presso gli studi della Decca a Londra per il provino ufficiale.
L’episodio sarebbe poi passato alla storia come uno dei più grandi sbagli compiuto dall’industria discografica ma, a onor del vero, con quell’audizione il gruppo non riuscì a esprimere a pieno il suo talento, le sue potenzialità e la sua vera natura (all’epoca piuttosto ribelle). Epstein aveva scelto una lunga serie di brani che spaziavano da un genere all’altro: dall’R&B come Money, Memphis Tennessee, al pop leggero come Take good care of my baby e To know her is to love her, da ballate come Till there was you e September in the rain, a pezzi più sdolcinati come Besame mucho e The sheik of Araby.
Con quest’audizione i Beatles non riuscirono a esprimere la loro natura rock (o skiffle che dir si voglia): sicuramente Epstein, considerato anche l’orientamento più soft dell’etichetta discografica, voleva in qualche modo rendere la band più versatile ed eclettica. Fatto sta che i responsabili della Decca non capirono la vera natura dei Beatles. Che musica facevano quei quattro? Tre settimane dopo la Decca informò la band di non essere interessata con la seguente motivazione: «I gruppi formati da quattro chitarristi sono ormai fuori moda».
Con gli occhi di oggi, è impossibile non dire che i discografici della Decca presero un colossale abbaglio, ma del resto è facile essere esperti col famoso senno di poi.
Comunque i Beatles ci misero poco per prendersi la rivincita: se è vero che Lennon diede la colpa di questo insuccesso a Epstein che aveva scelto la scaletta, è altrettanto che da quel momento in poi il manager iniziò a rendere il gruppo davvero professionale, curando con attenzione maniacale ogni aspetto, dal repertorio al look alla contabilità. Ed Epstein ebbe ragione: sempre nello stesso anno ottenne un’audizione presso la Parlophone, etichetta del gruppo EMI. E George Martin finalmente incontrò i Beatles.
Ma questa è un’altra storia.

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