Diceva don Gallo che il quinto Vangelo era quello “secondo De André”

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De André

Per lo speciale “20 anni senza Faber” (per tutto il mese di gennaio, in occasione dei 20 anni dalla sua scomparsa, dedicheremo post a Fabrizio De André) il fondatore della pagina Facebook Radio Faber Antonio Rocchi ci ha dato questa interessante riflessione su La Buona Novella, concept album pubblicato nel 1970 e basato sulla lettura da parte del cantautore genovese dei Vangeli apocrifi.

di Antonio Rocchi

Sosteneva don Gallo: «I Vangeli? Sono cinque: Marco, Luca, Matteo, Giovanni. E il Vangelo secondo De André. In fondo, In direzione ostinata e contrarianon è la sintesi del Vangelo di Gesù? La poesia musicale diventa coscienza civile, comprensione umana, preghiera smisurata, guerra alle ipocrisie, amore per i perdenti e i derelitti, quelli che la gente per bene lascia a terra nella sua inarrestabile corsa verso il trionfo materiale».
È così che don Andrea Gallo introduce la figura di Fabrizio De André in Così in terra, come in cielo, perché «in un mare in tempesta», come quello dei tempi in cui stiamo vivendo, non perdano la “bussola”. Per il don, infatti, le bussole sono due: la Costituzione e il Vangelo.
Ma i Vangeli non sono solo quelli canonici, c’è anche un quinto Vangelo, quello secondo De André, che il don cita a più riprese, perché Faber, genovese proprio come lui, ha saputo cantare gli ultimi e dar loro voce e dignità.
Don Gallo si riferisce anche alla Buona Novella di Faber, La Buona Novelladi Fabrizio De André, dove si mescola il sacro e il profano, dove si ritrova la cantata degli umili e si trovano parole forti per definire gli abusi del potere. E qui Faber riscrive i Comandamenti a modo suo, con una visione in cui si mescolano odio e amore. La figura di Gesù viene mandata a morire come “uomo” per colpa della massa ricca e idiota… Maria è vista come donna e non come la Madonna, ed è privata del suo normale essere.
Musica stupenda, direi quasi da opera, parole che portano a un viaggio infinito, dove alla fine Faber riesce persino a far bestemmiare la Madre mettendole in bocca la frase “Non fossi stato il figlio di Dio, ti avrei ancora per figlio mio…”.
Un’opera musicale rivestita di pura poesia. Penso che Faber sia stato un genio nell’arte della poesia, oltre che musicante perfetto, a volte solo con voce e corde di chitarra.

Redazione
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